Anziani non autosufficienti annunciate maggiori tutele

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Si sono nuovamente accesi i riflettori sulla non autosufficienza e si sono riaperte le porte alla speranza per una riforma globale del settore, attesa da anni.

“Si sta andando sulla giusta strada per migliorare l’assistenza alle fasce di popolazioni più fragili” il commento di associazioni e della società scientifica italiana, dopo la lettura del disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, che introduce deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane.

Le deleghe, si legge nella nota del Cdm, prevedono una riforma articolata e complessiva, volta ad attuare le norme della legge di bilancio 2022 e, con specifico riferimento alla categoria degli anziani non autosufficienti, a realizzare uno degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.  

Il provvedimento riporta disposizioni di delega al governo per “la tutela della dignità e la promozione delle condizioni di vita, di cura e di assistenza delle persone anziane, attraverso la ricognizione, il riordino, la semplificazione e il coordinamento, sotto il profilo formale e sostanziale, delle disposizioni legislative vigenti in materia di assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria alla popolazione anziana”.

Nel dispositivo, inoltre, vengono date le prime indicazioni su cosa sarà, e come funzionerà, lassegno universale per gli anziani non autosufficienti.

La riforma, infatti, introduce quello che è stato già ribattezzato l’«assegno unico dell’anziano». Una «prestazione universale» che sostituisce assegni di accompagnamento, di invalidità e sussidi vari e che sarà erogata sulla base del bisogno assistenziale della persona o sotto forma di assegno o di servizi offerti.

Il tutto verrà finanziato da un nuovo «fondo per la prestazione universale degli anziani non autosufficienti», istituito presso il ministero del Lavoro e che sarà alimentato dai risparmi sanitari derivanti dal potenziamento dell’assistenza domiciliare e da risorse ad hoc stanziate dalla legge di Bilancio.

La regia complessiva è affidata al Cipa, il Comitato interministeriale per le politiche a favore della popolazione anziana, chiamato ad adottare due piani triennali: uno per «l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione della fragilità nella popolazione anziana» e un «Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza».

In attesa della riforma sono stati intanto ripartiti da un decreto a firma del ministro della Salute, Orazio Schillaci, i 2,7 miliardi stanziati dal Pnrr per il potenziamento dell’Adi, l’assistenza domiciliare integrata, ad oggi sconosciuta ai più (è riservata solo al 3% degli over 65).

 Il governo attuale ha ereditato il disegno di legge delega dal governo Draghi che lo aveva approvato nell’ultima riunione del Consiglio dei ministri il 12 ottobre scorso.

C’era stato già un via libera preliminare, ma quella prima stesura è poi stata rivista alla luce dell’esame delle 52 organizzazioni del “Patto per la non autosufficienza”.  

I decreti attuativi dovranno ora essere approvati entro marzo 2024 per migliorare l’assistenza a 3,8 milioni di non autosufficienti, destinati a raddoppiare da qui al 2030.

Sul fronte delle semplificazioni la più importante riguarda le procedure di accertamento della fragilità, che oggi prevedono a seconda dei casi da 5 a 6 valutazioni da parte di enti diversi.

Per ottenere gli interventi ne basteranno due, una nazionale e l’altra regionale.

Sono tanti gli interventi che verranno messi in cantiere dal punto di vista sanitario, sociale, assistenziale e relazionale, con l’obiettivo di prendersi cura degli anziani a 360 gradi e rispondere a tutti i loro bisogni ed esigenze.  

“Con questo provvedimento – si afferma in una nota di Palazzo Chigi – il Governo prevede il potenziamento dell’assistenza domiciliare con progetti individualizzati e scongiurare così il ‘parcheggio’ degli anziani nelle strutture sanitarie; affianca, agli strumenti economici già previsti per la non autosufficienza, un pacchetto di interventi di prestazioni socio-sanitarie; incentiva nuove forme di co-housing; prevede più servizi e ausili per le situazioni di maggiore fragilità; presta particolare attenzione ai caregiver e viene finalmente data maggiore diffusione alle cure palliative.

Tra le novità più importanti l’arrivo dell’ “assegno universale”, il nuovo supporto economico per aiutare tutti coloro che si trovano in difficoltà, e non solo economiche.

E’ riservato alle persone non autosufficienti. Per non autosufficienti si intendono tutte quelle persone che, a causa di una patologia debilitante cronica, non possono più provvedere al proprio sostentamento in maniera autonoma.

Attualmente per i non autosufficienti sono previsti una serie di assegni e bonus, come ad esempio l’indennità d’accompagnamento.

Con il nuovo assegno universale si cercherà di assorbire questa l’indennità più tutte le altre prestazioni assistenziali per il sostegno delle persone anziane non autosufficienti e il supporto ai familiari che partecipano all’assistenza.