Operazione nostalgia

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Al C.S. “Beato Pellegrino” concerto della Old Generation Band

Operazione nostalgia con un salto nel passato lungo sessant’anni e anche più. Metti un sabato pomeriggio di primavera, metti un pubblico dai capelli bianchi e un’orchestra composta da quasi coetanei, che a loro volta i decenni non li contano più sulle dita di una sola mano.

Ne è uscito un cocktail festoso con tutti gli spettatori riuniti nella Sala Polivalente del Centro Servizi “Beato Pellegrino” a ritmare e a cantare quei brani che hanno riportato gli orologi indietro almeno di mezzo secolo.

E’ stata ricreata quell’atmosfera allegra ma nello stesso intima imposta alle note e dalle parole delle canzoni. Quell’atmosfera vissuta da tanti ospiti del C.S. “Beato Pellegrino” nelle sale da ballo, oppure nelle cantine delle loro case o nei garage. Tutt’altri tempi, tutt’altra musica.

Man mano che la Old Generation Band di Padova squadernava il proprio ricco repertorio, scavando nel passato, una cascata di ricordi riempiva la sala. Impossibile stare fermi con le braccia e anche, quando lo consentivano, con le gambe.

Miracoli della musica. Con diversi anziani e dolci signore pronti ad abbandonare per un po’ i loro deambulatori e ad accennare a “lisci” dei tempi andati, con l’aiuto – e i timori di qualche passo falso – delle educatrici e dei volontari.

E’ proprio vero che la musica non ha età. Resta dentro ciascuno, pronta a riemergere alla prima occasione. Le forze possono non consentire più i passi imposti dai ritmi ma non possono frenare la voglia di cantare a qualsiasi età e di andare, attraverso la strada dei ricordi, ai tempi festosi della gioventù, di quando sbocciavano amore e affetti e si impalcava il domani.

Ecco, tutto questo è stato possibile grazie a una band dai capelli bianchi ma rimasta giovane dentro, che ripropone il passato con l’allegria e la spensieratezza che merita. Tutto “dal vivo”, tutto con gli strumenti tipici degli anni d’oro della musica leggera italiana.

Sette interpreti che sembrano usciti da uno degli angoli della “vecchia Padova”,  sette innamorati delle tradizioni e della musica di ieri.

In apertura del concerto li ha presentati l’educatrice Valentina Zoccarato: Teobaldo alla chitarra, Franco alle tastiere, Salvatore basso e voce, Marina voce, Adriano sax, Daniele chitarra solista e voce e Paolo batteria e voce.

Sono assieme da diversi anni ormai. Hanno cucito insieme le loro diverse storie musicali e si sono integrati alla grande, capaci di mettere insieme per ore i più bei successi degli anni ’60 e ’80 del secolo scorso.

Dal copioso mazzo delle canzoni proposte alcuni brani più di altri hanno fatto presa sulla sala, con le voci degli ospiti che sovrastavano quelle della band: “Ciao, ragazzi ciao”, “Nessuno ci può separare, ti giuro”, “Vorrei la pelle nera”, “Il mondo”, “Io ti perderò”, “L’ora dell’amore”, “La pioggia cade su di noi”, “Personalità” (ultima nata nel 1959) di Caterina Valente, “I ragazzi della via Gluck” e “Volare”.

Il clou dell’entusiasmo, tuttavia, ancora una volta, è stato “provocato” dalla canzone “Ma quando ritorno a Padova”. Con le sue romantiche parole, parole di un innamorato:  

… Serco dapartutto el to viseto/ Serco e caresse de e to man/
Questo sé un amore benedetto/ Perché el sé un amore padovan/

Ma quando torno a Padova/Me sento a casa mia/No go mainconia/ E tutto me va ben/ Camino sotto i porteghi/
De qua e de a me incanto/ E cupoe del santo/ Fa ciaro a sta sita/

Ritrovo tutti i popoi/ Davanti a sta basiica/ Chi che ga visto Padova/ No poe scordarla più/ Chi che ga visto Padova/
No poe scordarla più”.

Quando il concerto volgeva ormai al tramonto, c’è stato il tempo per una dedica.

A Maria Giovanna Roma, “colonna” del Servizio Educativo-Animativo, che fra poco andrà in pensione.  Le è stata dedicata la canzone “Quella carezza della sera”, portata al successo dai New Trolls e da Anna Oxa.

Anche se nel brano si parla di “voglia di avventura” e di “voglia di andare via”, Maria Giovanna ha parlato dei tanti anni passati impegnativi ma felici, del suo lavoro che ha amato, e del bel gruppo nel quale è stata inserita, ricco di professionalità: “un operoso lungo cammino – ha detto – fatto insieme, perché da soli nel nostro campo non si fa niente”. E un caloroso applauso da parte dei suoi “compagni di viaggio” ha salutato una commossa Maria Giovanna, accompagnato dall’augurio di un domani pieno anche di musica, perché la musica dona allegria e mantiene giovani.