Le notti di Puccini e Mozart

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Applaudito concerto dell’OPV al Centro Servizi “Beato Pellegrino”.

La grande musica è stata riportata da una grande orchestra tra gli ospiti del Centro Servizi “Beato Pellegrino”, per una di quelle mattinate rese indimenticabili per l’impegno di bravi, sensibili e generosi professionisti.

L’Orchestra di Padova e del Veneto è tornata, come ogni primavera, nella Sala Polivalente, proponendo due brani di grande impatto: “Crisantemi” di Giacomo Puccini e “La piccola serenata notturna” di Wolfgang Amadeus Mozart, due grandi della musica classica uniti dal tema della “notte” e per celebrare due date significative: il centesimo anniversario della morte del compositore lucchese (il 29 novembre 1924 a Bruxelles) e la presenza a Padova di Mozart bambino 253 anni fa (12 marzo 1771).

Giacomo Puccini, il compositore lirico più eseguito al mondo, dopo Verdi e Mozart, scrisse soprattutto opere destinate al teatro. Tuttavia ha composto anche musica da camera e la composizione più riuscita e conosciuta è proprio “Crisantemi”.

Puccini disse di averla scritta in una sola notte nel 1890, quando apprese la notizia della morte di Amedeo di Savoia, duca d’Aosta, suo amico, figlio di Vittorio Emanuele II, stroncato a 45 anni da polmonite fulminante.

Il brano è di una liricità struggente, profondamente malinconica, e tale la resa l’Orchestra d’archi dell’OPV: all’inizio c’è il momento dell’angoscia, seguito dal grido di dolore di Puccini, poi torna l’atmosfera malinconica attraverso un lirismo espressivo che tocca vertici per altri irraggiungibili,  continuando a trasmettere sempre forti emozioni.

Gli archi dell’OPV ne hanno fatto un proprio cavallo di battaglia, trasformandolo in una pagina garbata e commossa e proponendolo come un inno delicato e accorato, cantabile.

E che dire dell’esecuzione di “Eine kleine Nachtmusik” (Una piccola serenata notturna) di Mozart? Era la seconda volta che l’OPV la proponeva in Sala Polivalente, ma di esecuzioni così professionali uno non si sazierebbe mai: l’”allegro” è di una freschezza straordinaria, la “romanza, andante” è segnata da stacchetti dal ritmo specialissimo, così come nel “minuetto e trio, allegretto” con violini, viole e violoncelli che si separano per poi riunirsi e confondersi in un ritmo incalzante; infine, nel “rondò, allegro”, l’OPV ha saputo rendere la vivace allegria così come proposta da Mozart, con i violoncelli veramente scatenati.

Difficile datare la composizione della “Piccola serenata notturna”; è probabile che sia stata realizzata durante l’estate del 1787, precisamente in un festival all’aperto organizzato e presieduto dall’aristocrazia di Vienna. Mozart a quel tempo era impegnato nella stesura del “Don Giovanni” e buttò giù in breve tempo questo “piccolo notturno” su cui forse non puntava molto e che invece oggi è considerata una delle opere più note e più belle del musicista austriaco.

E tale l’ha resa l’OPV, alla quale va il merito di aver così voluto ricordare la presenza di Mozart a Padova il 12 marzo 1771. Mozart era col padre ed era la prima volta che veniva in Italia. E’ proprio il padre Leonard che in una lettera alla moglie ricorda la giornata padovana del piccolo Amadeus: due concerti in case private e un concerto d’organo nella Basilica di Santa Giustina, poi la visita a due importanti personaggi padovani, Giovanni Battista Ferrandini, operista e maestro di canto e a padre Francesco Antonio Vallotti, al Santo.

Presentati da Emanuela Bianchini del Servizio Educativo/Animativo, questi gli “archi” che hanno reso piacevolissima la mattinata al Centro Servizi Beato Pellegrino: Tommaso Luison (primo violino); Stefano Bencivenga, Ivan Malaspina, Simone Castiglia, Davide Dal Pos, Anastasia Gonzales (primi violini); Massimiliano Tieppo, Elena e Chiara Meneghinello (secondi violini); Giada Broz, Floriano Bolzonella,   Silvina Sapere (viole); Simone Tieppo e Caterina Libero (violoncelli); Francesco Di Giovannantonio (contrabbasso).

Applausi scroscianti per tutti, con l’augurio di un nuovo  ravvicinato incontro.