La vecchiaia tempo benedetto

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Le parole del Papa nella Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani.

“La vecchiaia è un tempo benedetto, è la stagione per riconciliarsi, per guardare con tenerezza alla luce che è avanzata nonostante le ombre”.

Lo ha detto Papa Francesco in occasione della terza Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, da lui voluta due anni fa, che si celebra la quarta domenica di luglio, in prossimità della memoria liturgica dei Santi Gioacchino ed Anna, i “nonni” di Gesù.

“È bella, quest’anno – ha scritto il Papa nel suo messaggio- la vicinanza tra la celebrazione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani e quella della Gioventù; entrambe hanno come tema la “fretta” di Maria nel visitare Elisabetta, e ci portano così a riflettere sul legame tra giovani e anziani.

Il Signore spera che i giovani, incontrandoli, accolgano la chiamata a custodire la memoria e riconoscano, grazie a loro, il dono di appartenere a una storia più grande.

L’amicizia di una persona anziana aiuta il giovane a non appiattire la vita sul presente e a ricordarsi che non tutto dipende dalle sue capacità. Per i più anziani, invece, la presenza di un giovane apre alla speranza che quanto hanno vissuto non vada perduto e che i loro sogni si realizzino”.

Poi “l’invito a passare dall’immaginazione alla concretezza nelfare qualcosa per abbracciare i nonni e gli anziani. Non lasciamoli soli, la loro presenza nelle famiglie e nelle comunità è preziosa, ci dona la consapevolezza di condividere la medesima eredità e di far parte di un popolo in cui si custodiscono le radici.

Sì, sono gli anziani a trasmetterci l’appartenenza al Popolo santo di Dio. La Chiesa, così come la società, ha bisogno di loro. Essi consegnano al presente un passato necessario per costruire il futuro. Onoriamoli, non priviamoci della loro compagnia e non priviamoli della nostra, non permettiamo che siano scartati!”

Il Papa era accompagnato da una nonna e da suo nipote, quando si è affacciato alla finestra del Palazzo Apostolico per l’Angelus a piazza San Pietro.

A pochi giorni dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, e mentre si celebra la Giornata mondialedei nonni e degli anziani, il Pontefice ha scelto un ragazzo e un’anziana, sua nonna, per apparire alla finestra dello studio. “La vicinanza tra le due giornate – ha spiegato il Papa – sia l’invito a promuovere un’alleanza tra le generazioni, di cui c’è tanto bisogno, perché il futuro si costruisce insieme nella condivisione di esperienze e nella cura reciproca tra i giovani e gli anziani”. “Non dimentichiamoci di loro – ha poi aggiunto il Pontefice – e facciamo un applauso a tutti i nonni e a tutte le nonne, forte! Preghiamo anche per questa nonna e questo nipote, con tutti i nonni con i nipoti”.

Il pontefice ha esortato la politica a non dimenticarsi degli anziani: “Non accada – ha detto – che a furia di inseguire a tutta velocità i miti dell’efficienza e della prestazione diventiamo incapaci di rallentare per accompagnare chi fatica a tenere il passo”. “Oggi –ha detto il Pontefice– la Parola di Dio è un richiamo a vigilare perché nelle nostre vite e nelle nostre famiglie non emarginiamo i più anziani.

Stiamo attenti che le nostre città affollate non diventino dei ‘concentrati di solitudine; non succeda che la politica, chiamata a provvedere ai bisogni dei più’ fragili, si dimentichi proprio degli anziani, lasciando che il mercato li releghi a ‘scarti improduttivi’”.

Il Papa ci dice che si può e si deve guardare in modo nuovo alla vecchiaia. È l’età che sottolinea il primato dell’essere sull’avere e che ha tanto da insegnare alle nostre società, emancipate e globalizzate ma al tempo stesso così povere di valori di riferimento. Di valori che contano.