Nonne-bimbi, ore di magia.

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L’incontro di ospiti del C.S. Beato Pellegrino al “nido” Colibrì.

Se passato e futuro si incontrano quasi sempre nasce qualcosa di molto simile a una magia. Succede, ad esempio, quando due stagioni della vita vengono a contatto.

La conferma arriva dai racconti di una pattuglia di anziane ospiti del Centro Servizi “Beato Pellegrino” che, sotto la guida di Elena Luise e Valentina Zoccarato, del Servizio Educativo, hanno visto per la prima volta le numerose foto della loro visita all’Asilo Nido comunale “Colibrì” di Chiesanuova.

Tutte, proprio tutte le componenti del gruppo, hanno definito quell’incontro con due parole: emozionante, indimenticabile.

Quell’appuntamento al “nido” era nato per una fortunata sorta di combinazioni, per merito, in particolare, nientemeno che di … Arcimboldo. Sì, proprio di Arcimboldo, il pittore italiano vissuto nel ‘500, noto soprattutto per “le teste composte”, ritratti burleschi eseguiti combinando fra loro soprattutto prodotti ortofrutticoli.

Accostando tra loro frutta, verdura e altri vegetali, Arcimboldo creava volti umani con l’intento di stupire e meravigliare.

Quell’artista, un po’ strano, era stato oggetto di un particolare interessamento da parte degli anziani ospiti del Centro Servizi di AltaVita-Ira, tanto più che una cugina di Elena Luise (Sara Lissandron) è abilissima a creare oggetti con la tecnica di Arcimboldo: girasoli realizzati con due fette di salame contornate da semi di mais, poi formiche tenute in piedi con stuzzicadenti, farfalle dai vivaci colori e altre forme veramente belle.

Tutte le “opere” erano state fotografate e portate all’interno della RSA. Poi, gli anziani erano stati invitati a creare delle poesiole, vere e proprie filastrocche a rima baciata, da abbinare alle immagini.

Ne è nato un mix molto accattivante che un gruppo di anziane – otto – ha portato in dono ai bambini dell’asilo nido Colibrì, che a loro volta si erano cimentati realizzando piccole composizioni in stile arcimboldiano.

Le “nonne” del C.S. Beato Pellegrino erano state accolte con un cartellone multicolore sul quale campeggiava la scritta “Benvenuti”.

Quei momenti vissuti accanto ai bambini resteranno a lungo nella loro mente. Lo hanno ribadito ancora emozionate vedendo le foto dell’incontro: “il tempo è volato via”, “siamo tornate bambine anche noi”, “quanta tenerezza ci hanno regalato”.

Mentre scorrevano le immagini sul maxischermo, Elena e Valentina hanno sottolineato l’importanza del contatto intergenerazionale: fare incontrare anziani e bambini diventa motivo di ricchezza per entrambi.

All’apparenza sembrano due mondi molti distanti ma nella realtà, grazie anche alla spontaneità dei piccoli, diventano più vicini che mai. Le nonne aumentano l’autostima, diminuiscono lo stress e allontanano il pericolo della depressione.

Nelle foto si vedevano dapprima queste nonne un po’ impacciate poi si sono lasciate coinvolgere da quel clima giocoso che all’improvviso è tornato familiare.

Hanno incominciato a compiere gesti che erano stati dimenticati: come piccoli lanci della palla, inventarsi pappe fatte con le erbe del giardino, zuppe di fiori, raccontare e raccontarsi.

In quell’incontro come per incanto si erano attivate nelle anziane le dinamiche di affetto e attenzione per quei piccoli così curiosi, così attratti da quelle nonne tanto dolci.

Poi un festoso “arrivederci”, arricchito da una tazza di con biscotti, accompagnato dall’impegno di un nuovo incontro appena la stagione lo consentirà.

Sempre nel corso della mattinata dell’ “amarcord”, le foto hanno “immortalato” un’altra visita molto importante effettuata qualche tempo dopo in un’altra struttura comunale, il Centro Documenti Infanzia del Servizio Scolastico di via Raggio di Sole.

Qui una comitiva più numerosa di anziani – grazie anche alla vicinanza – ha effettuato un’altra visita.

Duplice la motivazione: la prima, vedere la mostra dei lavori realizzati da ciascuna scuola dell’infanzia – zero sei anni-  raccolti nella rassegna dal titolo “Contamin-Azioni”.

Una delle sezioni ricordava la visita effettuata al “nido” Colibrì dalle nonne del CS Beato Pellegrino. Seconda motivazione, l’appassionante racconto sulle antiche mura di Padova effettuato da Maurizio del Comitato Mura.

Un’ospite della Residenza Fiordalisi, la signora Sandra, ha seguito quel racconto particolarmente emozionata, specie quando è stato rievocato il bombardamento dell’8 febbraio 1944, quando nel rifugio del Bastione Impossibile perirono oltre 200 padovani, dilaniati da una bomba perforante sganciata da un aereo inglese. Lei evitò per caso quella morte straziante, aveva due anni.

Per puro caso quel giorno la nonna decise di raggiungere un rifugio diverso per sfuggire le bombe alleate. Così si salvò, ma il ricordo di quei giorni non l’ha mai abbandonata.

Mentre sul maxischermo della Sala Polivalente del C.S. Beato Pellegrino scorrevano le ultime immagini, veniva ribadito un impegno, quello di continuare il dialogo intergenerazionale, nella convinzione che le età anagraficamente distanti quando si incontrano possono essere motivo di arricchimento, di dialogo, di abbattimento dei muri dell’isolamento sociale.

“Allearsi” con altre realtà territoriali diventa la formula magica del vivere quotidiano, per sfuggire alla routine, per aumentare la condivisione.

Proprio come consigliava il Piccolo Principe: “Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi, scoprirò il prezzo della felicità. Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…”. Ci vogliono i riti.