Poesie in parete. In mostra ad AltaVita-Ira le composizioni di Loris Manfredo

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AltaVita-Ira ha regalato a Loris Manfredo, ospite della Residenza Mimose, un angolo tutto per lui, dove vengono esposte sue poesie.

Per iniziativa del Servizio Educativo del C.S. “Beato Pellegrino”, su una parete della biblioteca, sono state raccolte una ventina di poesie di Loris, trascritte negli ultimi tempi.

E’ una parete vestita a festa, con le poesie sparse fra composizioni di carta multicolori. Con tanti fiocchi, fiori e un cuore, nella parte che ospita le poesie che hanno per tema l’amore. Una, dal titolo Donna, recita: “Vorrei prenderti per mano/ per portarti lontano attraverso il mare/ per farti sognare momenti d’amore”.

La mostra si è aperta con il classico taglio del nastro, operato dallo stesso Loris, poi il via libera ai visitatori, alla scoperta dell’arte dell’amico della porta accanto, che da dieci anni ama esprimersi in forma poetica.

Loris afferma che “La poesia con la sua fantasia/ e con le sue verità/ può salvare l’umanità”.

La mostra ha fatto subito il pieno di ospiti del Centro Servizi, sospinti dalla curiosità e dall’affetto per Loris, un “omone” che ha fatto della semplicità, della genuinità e della spontaneità, delle inseparabili compagne della sua vita.

Molte le ospiti che hanno rinunciato al servizio della parrucchiera, posticipandolo, per non perdersi la festa dedicata a Loris.

Un altro lato di Loris che si fa apprezzare è la dolcezza, professata in tanti anni di attività, dote indispensabile di rappresentante di giocattoli che l’ha visto operare fin da ragazzo per tutto il Veneto.

Pochi minuti prima dell’apertura dell’angolo della poesia c’è stata la presentazione di Loris Manfredo, per i pochi che non lo conoscevano, da parte dell’animatrice Emanuela Bianchini: classe 1952, nato in zona San Carlo, terzo di tre fratelli, ha vissuto a lungo nel quartiere Mortise.

Il padre e lo zio avevano una bancarella in Piazza delle Erbe, ma lui, Loris, è diventato agente-rappresentante di giocattoli. Prima, per breve tempo – ha raccontato Emanuela – era stato assunto in un negozio che aveva esposto un cartello con scritto: “Cercasi giovane alto e di bella presenza”.

Loris, vedendo quella scritta, avrebbe esclamato: “Stanno cercando proprio me”. Venne assunto all’inizio come fattorino e poi commesso, presso il negozio di Frigo Beretta, in via Santa Lucia, nel cuore di Padova.

Più tardi Loris prese il diploma alle scuole serali per poter esercitare la professione di agente di commercio-rappresentate di giocattoli.

Dieci anni fa dentro di lui è “esplosa” una passione improvvisa: ha cominciato a comporre poesie.

Una passione che non si è mai esaurita. E’ stata riscoperta dal Servizio Educativo-Animativo del C.S. “Beato Pellegrino” di AltaVita-Ira e l’ha fatta emergere pian piano: un processo lento perché Loris ha bisogno di tempo per confidarsi, per acquistare sicurezza, per vincere quella sua grande modestia che l’ha portato ad amare la solitudine. Non per insofferenza o senso di superiorità verso gli altri, ma solo per conoscere meglio se stesso. Ed è in quei momenti che arriva l’ispirazione. E’ lì che nascono le sue poesie.

Composizioni con la caratteristica della spontaneità: narrano stati d’animo, le cose belle della vita e navigano fra i ricordi. I primi due versi partono quasi sempre in rima baciata poi la metrica mette le ali della libertà.

Per raccontare, ad esempio, che “La vita è un sogno ad occhi aperti/ una sala di concerti, / di continue apparizioni/ del presente del passato/, del passato e del presente, / di morire mi fa paura, / vorrei stare con la gente”. O per affermare “Io non mi sento solo/ anche se con me non c’è nessuno/ mi basta ascoltare il mare/ per sentirmi con qualcuno”.

Nella mattinata al Centro Servizi “Beato Pellegrino” dedicata a Loris Manfredo, nella saletta che precede la biblioteca vera e propria, c’è stato un simpatico antefatto, l’appuntamento settimanale che viene chiamato “Rassegna stampa”, condotto dall’animatore – una vera e propria istituzione all’interno del C.S. nella presentazione degli spettacoli di animazione – Bruce Jahnsen.

Con il suo classico “vocione”, Bruce ha ricordato i fatti principali della settimana, suddividendoli per categorie: per lo sport, ha sollecitato l’applauso per il terzo posto del ferrarista Leclerc nel gran premio di F1 in Belgio, per Buffon che ha dato l’addio al calcio, per la futura mamma Federica Pellegrini che dopo 14 anni ha visto battuto il suo record sui 200 metri stile libero; poi per il mitico fantino Lanfranco Dettori, amico della regina Elisabetta, che ha attaccato al chiodo il frustino dopo una montagna di traguardi vincenti.

Dallo sport alla politica estera, con la guerra del Niger e la Giornata Mondiale della Gioventù con la presenza di papa Francesco.

Un salto sui fatti italiani, dominati negli ultimi giorni da episodi violenti, con un invito ai nonni e alle nonne: raccomandate ai nipoti di amare la concordia, di essere tolleranti, di tender la mano verso i più deboli.

Ultimo pensiero al tema della mostra, con la poesia nata ancor prima della scrittura agli albori delle civiltà e poi via via cresciuta nel corso dei secoli con indimenticabili giganti italiani in quest’arte, come diceva Leopardi, “priva di tempo, eterna e universale”.