Il lavoro dei medici nelle R.S.A.

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L’esempio che viene dal Trentino – è nata una Consulta e si è formato un tavolo di lavoro – gli obiettivi.

“Le RSA come le conosciamo oggi sono un organismo nuovo ed in crescita, ma non pensavamo che la prova di maturità sarebbe arrivata proprio attraverso l’ultima pandemia. L’esame è stato duro ed impegnativo, i nostri ospiti hanno incontrato il virus da vicino: in RSA la prossimità delle cure è plasmata dal contatto, dal tempo, dalla condivisione di un respiro, spesso di sollievo, a volte emanato da una risata, in qualche caso accompagnato da una lacrima”.

Questa “foto”, scattata in un periodo molto complesso, è della Consulta dei Medici di RSA del Trentino. Medici che si sentono parte di una comunità – e l’avvertono come necessità primaria – alla quale offrono da tempo il proprio servizio all’interno delle Residenze Assistenziali Sanitarie.

“Due anni fa – scrivono in una lettera pubblicata nella News Letter dell’Aip (Associazione Italiana di Psicogeriatria) dell’1 luglio 2022 –  il virus SARS-CoV-2, che predilige diverse vie di trasmissione, le ha attraversate lasciando una voragine. In questa fase sono nate le prime connessioni tra noi medici di RSA: la spontaneità, dettata dal bisogno di ascoltarsi e consultarsi, ci ha consentito di condividere linee guida, esperienze, conduzione di casi clinici, questioni organizzative e gestionali, ma anche di confrontarci su ciò che stava già cambiando prima della pandemia: l’incremento della prospettiva di vita e, quindi, della complessità dei nostri pazienti”.

“Il primo elemento che ci unisce in qualità di medici di RSA – sottolineano – è il tempo: è ampio, godiamo di grandi spazi osservazionali; la cronicità che accogliamo ci conquista, diventiamo membri di una famiglia, nella quale finiamo per abbattere ogni barriera, compresa quella del freddo distacco professionale. Si può curare con il cuore? Non “si può”, ma si deve! Si deve con professionalità, nella prossimità, con la complicità del tempo e della gentilezza”.

“Grazie a queste premesse – prosegue la lettera – la Consulta ha preso il via dotandosi di un proprio statuto e di un rappresentante per portare la voce dei medici di RSA presso le istituzioni che ci hanno subito coinvolto nel processo di ripartenza. La prima tappa è stata la partecipazione al tavolo di lavoro dedicato alla stesura del Protocollo per la riapertura delle RSA dopo il terribile lockdown. Il gruppo multidisciplinare (presidenti, direttori e medici di RSA) ha proposto e condiviso le linee guida per la riapertura delle RSA e, assieme al tavolo tecnico provinciale, ha contribuito al graduale processo di ripartenza della vita comunitaria all’interno delle strutture”.

La Consulta dei medici ha poi proseguito raccogliendo i bisogni espressi dai componenti e, sulla base delle necessità e criticità emerse, si sono costituiti i primi 5 gruppi di lavoro interni: 

  1. supporto dei centri per i disturbi cognitivi e le demenze e dei centri di salute mentale per la gestione degli ospiti affetti da BPSD e patologia psichiatrica;
  2. miglioramento del processo di accoglienza del residente in RSA;
  3. nutrizione clinica in RSA ed appropriatezza prescrittiva dei supplementi orali artificiali;
  4. integrazione delle RSA nella rete territoriale delle cure palliative;
  5. digitalizzazione sanitaria e telemedicina.

Ogni gruppo di lavoro è rappresentato da un referente membro della Consulta. L’obiettivo comune è promuovere la migliore qualità di vita dei residenti accolti nelle strutture, oggi sempre più fragili.

“La strategia che ci vede operativi – affermano i Medici della Consulta – si realizza proponendo soluzioni, contribuendo alla realizzazione di specifici percorsi formativi, individuando linee di indirizzo operative a misura di RSA, semplificando i processi migliorandone la qualità, integrando le strutture nella rete ospedale-territorio. È stata avviata un’attiva e proficua collaborazione con l’Unione Provinciale Per L’Assistenza (U.P.I.P.A.), alla quale apparteniamo, e con l’Azienda Provinciale dei Servizi Sanitari (APSS). Grazie alla figura preposta di supporto clinico-organizzativo e di sanità alle RSA, i colleghi dell’A.P.S.S., con il loro contributo, completano ed integrano i gruppi di lavoro dei medici di RSA. Il prossimo incontro con i coordinatori infermieristici delle nostre strutture vuole di fatto promuovere l’estensione del progetto della Consulta a tutto il comparto sanitario delle RSA. Seguirà il confronto con i responsabili delle Unità Operative di Geriatria della Provincia per creare un canale di collaborazione continuativa; auspichiamo sia un’ulteriore occasione per migliorare l’integrazione dei piani sanitari assistenziali e magari contribuire ai progetti di ricerca scientifica.”