Concerto del Quartetto d’archi OPV al C. S. Beato Pellegrino

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L’appuntamento è per giovedì 12 maggio p.v.

Con un’esecuzione tutta al femminile del Quartetto n. 12 di Antonin Dvoràk, l’impegno sociale dell’Orchestra di Padova e del Veneto (OPV) approda nella Sala Polivalente del Centro Servizi “Beato Pellegrino”, nell’omonima via di Padova, al civico 192.

Dopo il successo degli scorsi anni, continua così l’impegno in ambito sociale dell’Orchestra di Padova e del Veneto con una programmazione appositamente dedicata agli ospiti dei Centri Servizi per anziani del territorio padovano.

Giovedì 12 maggio alle ore 10, l’OPV si esibirà in formazione cameristica sulle note di uno dei più celebri Quartetti della storia presso il Centro Servizi “Beato Pellegrino” di Padova. Una collaborazione, quella con AltaVita-IRA, che da tempo si propone di potenziare al massimo la missione degli Istituti di riposo volti a valorizzare l’esperienza dell’ospite attraverso una serie di attività culturali.

Per l’occasione, il Quartetto d’archi OPV terrà un’esecuzione tutta al femminile del Quartetto n. 12 in fa maggiore op. 96 “Americano” di Dvoràk, autore della celebre Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”, interpretato dalle violiniste Laura Maniscalco e Elena Meneghinello, Giada Broz alla viola e Caterina Libero al violoncello.

Antonin Dvoràk è musicista boemo (Nelahozeves, Boemia, 1841 – Praga 1904). Si rivelò con un Inno per coro e orchestra (1873) e con uno Stabat (1877). La borsa di studio procuratagli dall’Inno gli consentì di proseguire nell’attività di compositore, sempre più favorito dal plauso internazionale, giungendo a larghissima fama. Membro onorario delle maggiori accademie d’Europa e dottore honoris causa a Praga e a Cambridge, fu direttore (1892-1895) del conservatorio nazionale di New York.

In America compose, tra l’altro, una delle sue opere più importanti: la V Sinfonia, intitolata Dal Nuovo Mondo. Ritornato in patria (1895), dal 1901 in poi ebbe la direzione del conservatorio di Praga.

Compose gran numero di lavori in ogni genere, musica sacra, cantate, opere teatrali (tra le quali spicca Rusalka, 1901), 9 sinfonie, 5 ouvertures, una suite orchestrale, 5 (oltre 4 inediti) poemi sinfonici, Danze e Rapsodie slave, concerti e pezzi vari per violino, violoncello, pianoforte con orchestra, serenate, notturni, ecc., per diversi complessi strumentali, e molta musica da camera e pianistica.

Dopo B. Smetana, Dvoràk è considerato il maggiore compositore boemo; la sua ricca musicalità è nutrita della tradizione popolare boema.