“Grazie, nostra mamma è in ottime mani”. Una lettera di ringraziamento bella come una medaglia al valore

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AltaVita IRA - lettera ringraziamento

Siete riusciti a sostituirci, regalando alla nostra mamma serenità e gioia, anche il giorno del suo compleanno, quando per la prima volta non aveva nessuno di noi vicino, organizzando una festa in cui la vostra partecipazione ci ha commosso”.

Parole che vanno direttamente al cuore. Parole che ripagano, più di qualsiasi premio, coloro che giorno dopo giorno sono accanto ai più fragili, che seguono ogni anziano come il più affettuoso dei custodi. Le hanno scritte i figli della signora Giovanna, indirizzandole al presidente di AltaVita-Ira, Fabio Incastrini, ma sono rivolte a tutto “il Personale della Residenza Rose (operatori, medici, infermiere, L., psicologi, e l’educatrice M.G.) la nostra riconoscenza per il delicatissimo e fondamentale contributo che, soprattutto in questi ultimi mesi, avete saputo dare”. 

Giorni complessi, duri, quelli scanditi dalla pandemia di Covid 19, che hanno seminato apprensione, paura e che hanno lasciato il segno in tanti, nel corpo e nello spirito. Per chi è lontano dai propri cari l’assenza di contatti diretti rappresenta una sofferenza in più.  Chissà come sta mamma, come sta papà, nostro fratello, nostra sorella? Il saperli al sicuro è di estremo conforto. E lo sottolineano i figli dell’anziana ospite della Residenza ‘Le Rose’ del Centro Servizi di via Beato Pellegrino:

“Angosciati dalla situazione, noi figli, siamo stati aiutati ad affrontare giorni molto difficili. La professionalità e la passione per il vostro lavoro ci hanno confortati e rassicurati quotidianamente, nel corso degli scambi telefonici, delle videochiamate e delle visite di queste ultime settimane.   Siete stati sempre tutti pazienti e disponibili nonostante le grandi difficoltà che, siamo consapevoli, ciascuno di voi ha dovuto affrontare”.  

“Oggi – conclude la lettera –  superata almeno in parte la fase critica di questa emergenza che si pensava improbabile, possiamo guardare con più serenità al domani, rassicurati dal vostro supporto e dalla capacità che dimostrate nel rapporto con la nostra mamma.  Profondamente riconoscenti, rinnoviamo la fiducia che abbiamo riposto in Voi”. 

Una lettera che è come una medaglia appuntata al petto di chi combatte la guerra al più subdolo dei nemici, il Corona Virus, a tutela di uomini e donne avanti negli anni, “tesori” affidati dalle famiglie a chi da due secoli si occupa, con spirito di servizio rimasto inalterato nel tempo, della cura, della sicurezza e dell’assistenza degli anziani.