“Gidoni”, è qui la festa

663
centro-diurno-gidoni-festa

Consegna ufficiale di un nuovo pulmino al Centro Diurno

Ha indossato l’abito più bello il Centro Diurno Gidoni per dare il benvenuto all’estate, anche se, per la verità, quest’anno la bella stagione stenta a decollare. Con gli ospiti, tanti, riuniti nel salone delle feste, addobbato di colori e di suoni, mentre un pianoforte invitava a cantare le canzoni più belle della tradizione popolare.

Ne è uscito un pomeriggio gioioso e partecipato che anziane e anziani avrebbero voluto non finisse mai. Perché la regia era perfetta, perché Valentina Paluani si è dimostrata pianista di gran classe, e perché la lettura animata, è stata coinvolgente, sapientemente inframmezzata dai intermezzi musicali eseguiti dal coro degli ospiti.

La “lettura” narrava la storia di due innamorati, Giorgio e Marisa, che hanno superato mille difficoltà prima di coronare il loro sogno d’amore. Lui chiede di sposarla, lei accetta ma i soldi sono pochi. Lui non ha lavoro e lei non può seguirlo perché deve assistere i fratelli più piccoli. Grazie a uno zio emigrato in Francia, Giorgio trova lavoro e ospitalità Oltralpe. Fa lo stalliere. Trascorrono i mesi, Marisa mette da parte i soldi per il biglietto del treno e con la benedizione della sua mamma raggiunge finalmente Giorgio. Là in Francia si sposano e … “vissero felici e contenti”. Un racconto a quattro voci (Marisa, Giorgio, lo zio e la voce narrante) ben formulato e caratterizzato da dialoghi così immediati da apparire veri.

Una decina le canzoni proposte. La serie è partita con l’inno “Fratelli d’Italia”, ma poi ha deviato su sentieri meno solenni proponendo tuttavia le più belle melodie italiane: Romagna mia, Fiorin fiorello, E’ primavera svegliatevi bambine, Campagnola bella, Amor dammi quel fazzolettino e tante altre.

Per ristorare le ugole alla fine un meritato gelato per tutti.

La festa dell’estate si era aperta con la consegna ufficiale di un pulmino Ducato, nuovo di zecca, di colore bianco che porta le insegne di AltaVita. Ha una capacità di 9 posti. Manderà in pensione un mezzo tra i più anziani della flotta del “Gidoni”. L’acquisto è stato possibile anche grazie al contributo di una donatrice che ha voluto ricordare così la memoria del proprio marito, che ha frequentato il Centro Diurno Gidoni. Alla benefattrice, Sandra Nicoletto, direttore generale di Altavita, ha fatto dono di una targa.

Il Centro diurno Gidoni – porta il cognome delle due sorelle benefattrici, Adele e Maria – sorge in via Monsignor Fortin a Terranegra. E’ attivo da quasi quindici anni. Da lunedì al venerdì è punto di riferimento di oltre 50 anziane e anziani “non autosufficienti”, provenienti dal quartiere e dai Comuni limitrofi.

E’ un fiore all’occhiello nel campo dell’assistenza alla terza età a livello regionale. Offre un servizio di semi-residenzialità, con attività diurne finalizzate al mantenimento delle potenzialità e delle autonomie socio-relazionali della persona anziana. Alla sera gli ospiti rientrano nelle loro abitazioni.

In questo “Centro” gli ospiti ricevono un’assistenza continua in locali spaziosi e tirati sempre a lucido: c’è un laboratorio per lavori manuali, una biblioteca, locali per il “riposino” pomeridiano, un ampio refettorio, c’è persino la parrucchiera. La sicurezza è assoluta, garantita anche da servizi elettronici modernissimi. Il “servizio” garantisce alla persona anziana la presenza all’interno della propria famiglia il più a lungo possibile e nello stesso tempo il contatto con tanti coetanei. A conclusione della “festa dell’estate”, Sandra Nicoletto ha avuto parole di ringraziamento per quanti hanno lavorato per la riuscita dell’appuntamento: dalla coordinatrice Micaela Mazzucato alla educatrice signora Elena e agli operatori della cooperativa Lunazzurra.