L’albero dei ricordi

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C.S. Beato Pellegrino: storie e poesie dedicate alle piante

La sala polivalente del Centro Servizi “Beato Pellegrino” trasformata in un ampio giardino.

Dove accogliere altrimenti decine e decine di poesie e racconti dedicati agli alberi se non in questo prezioso spazio dove si svolgono le ricorrenze più importanti?

Il Servizio Educativo di AltaVita quest’anno ha voluto dare risalto alla festa nazionale degli alberi che punta, come è noto, a valorizzare l’importanza del patrimonio arboreo. Lo ha fatto coinvolgendo gli ospiti delle quattro residenze attraverso varie stimolazioni: dal semplice brainstorming legato alla parola alberi, che ha portato poi alla discussione sulla loro importanza, a immagini, fotografie, canzoni, laboratori di pittura tutto a tema. Le emozioni, i sentimenti ed i pensieri nati da questo turbinio di stimolazioni sono stati fatti confluire nella stesura di testi, proponendo agli anziani un percorso di “scrittura creativa”, nel quale essi stessi sono stati invitati a scavare nei loro ricordi, a chiudere gli occhi e a iniziare un viaggio nella memoria.

Le adesioni sono state molte. Sono nate considerazioni profonde, vere, finanche commoventi. Impossibile riportarle tutte nella loro integrità.

Franco G. (residenza Rose) si dice affascinato dal foliage, il mutamento autunnale del colore delle foglie; con nostalgia ricorda “Io, nonno con i miei quattro nipotini che camminano nel bosco e al nostro passaggio le foglie suonano, crepitano, danzano … frush, scric, scroc, scrac…”

Eugenia D. (Rose) scrive: “Gli alberi ci insegnano la pazienza e piano piano i loro frutti arrivano e ci dissetano durante le calde estati”. Natalie S. (Residenza Tulipano) vede l’albero così: “Uno stormir di fronde/ che inducon all’ascolto”. M. Luigia (Rose) aggiunge: “Mi emoziona molto quando vedo un fiore perché è in atto la crescita che è vita”.

Annamaria  A. (Residenza Mimose) ha parole di ringraziamento per gli alberi: “.. siete i nostri amici, i nostri amori. Il nostro mondo è simile al vostro, ma voi siete più saggi e più accorti. Sin dal mattino ci offrite un’aria sana e splendente, ci riparate dal sole caldo che brucia, ci fate sentire il vostro profumo, ci date con grande amore la vostra stessa vita. Continuate a sorridere a ognuno di noi!”.

Maria G. (Rose) annovera fra i suoi ricordi più belli le estati “in mezzo ai boschi che odoravano di muschio” e così si sentiva “rilassata e felice” ed era in pace con se stessa.

Lidia F. (Rose) viene trasportata dai suoi ricordi in Africa: “Io nei miei lunghi viaggi ho visto molti alberi, anche al confine con il deserto del Sahara. Mi ha colpito vedere la forza di queste piante che lottavano per crescere e trovare il loro posto”.

Stupenda la visione di Lidia M. (Tulipani): “Tremule foglie chiacchierine/ Per gioco favole narrate al vento./ Il vento, saggio, per la terra le sparge come sementi”.

Paola F. (Rose) racconta: “Dalle finestre della mia camera guardo il giardino con gli alberi ed è una gioia vedere due scoiattoli che corrono avanti e indietro felici a gai fra i rami su e giù”.

Eleonora S. (Rose) svela un suo sogno”: “Mi piacerebbe stendermi sotto la chioma di una bella e forte quercia, che bella sensazione sarebbe, mi sentirei protetta, e silenziosa assaporerei in pace la gioia di essere viva e di godere di tutto questo ben di Dio”.

Elisabetta F. (Fiordalisi) confida: “La mia fantasia vola via vola via, è un uccello con grandi ali. Ecco lo vedi il suo nido di fantasia sopra l’albero strano. Le foglie son di poesia, materia vaga leggera. Le radici sono fatte di piccole cose, di sempre, che vede chi solo alla sera si ferma un po’ a pensare”.

Per Brunetta P. (Fiordalisi) “Il fruscio delle foglie è poesia” e il camminare nel bosco dona “una sensazione di festa, di incontri nella natura, di amicizie”.

Secondo Bianca C. (Fiordalisi) “Se mancassero gli alberi non ci sarebbe il mondo”, Renata S. (Tulipani) afferma: “Voglio bene agli alberi come fossero persone; degli alberi sono innamorata e scendo in giardino solo per guardarli, mi mettono di buon umore, anche se non c’è nessuno sono loro i miei compagni”.

Per Livia Z. (Mimose) “gli alberi sono i nostri polmoni” e quindi vanno rispettati. Per Maria G. (Tulipani) l’albero “è la speranza, è la vita, ti fa sentire più vicina a Dio”. Livia P. (Tulipani) dice di essere nata “in un paradiso terrestre, tra tante qualità di piante; in collina c’erano tantissimi ulivi, ciliegi, peschi…”. Margherita B. (Fiordalisi) agli alberi lega il ricordo del suo papà quado le faceva l’altalena.

Una lista lunghissima, insomma, fatta di ricordi, di viaggi all’indietro negli anni della adolescenza. Hanno fissato i loro pensieri sui numerosi fogli attaccati agli alberi del CS “Beato Pellegrino” anche M. Flora T. (Rose), Nicoletta C. (Rose), Giovannina I. (Rose) Giuseppina P. (Fiordalisi), Emanuela P.  (Fiordalisi), Sandra B. (Fiordalisi), Annamaria P. (Fiordalisi), Lorenza P. (Fiordalisi), Olga P. (Fiordalisi), Giancarla |P. (Fiordalisi), Bruna T. (Tulipani), Loris M. (Mimose), Lidia C. (Tulipani) e Renata G. (Rose).

Queste composizioni sono state esposte nella sala polivalente dove si è svolta la festa, che poi ha visto protagonista la musica a tema proposta dal cantautore padovano Michele Barnaba. Il cantante ha spaziato tra brani inediti da lui composti e altri conosciuti come “Lo chiederemo agli alberi” di Simone Cristicchi, “Sotto il tiglio” di Angelo Branduardi e poi altri canti della tradizione popolare e melodica italiana. Le educatrici, in tre momenti differenti, hanno proposto brevi interventi atti a sottolineare l’importanza del patrimonio arboreo, utilizzando video, immagini e brevi racconti.

La festa si è conclusa con il canto di un’ultima canzone, mentre ciascuno sventolava le foglie dipinte nei laboratori, regalate agli ospiti durante l’evento e che ancora oggi conservano nelle loro stanze, ricordando il bel pomeriggio passato assieme.

Tutti i testi sono ora esposti nella biblioteca del Centro Servizi Beato Pellegrino.