Clara, al traguardo dei 103

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Una dolce ironica ultracentenaria al C.S. “Beato Pellegrino”

Suoi coetanei sono stati Federico Fellini, Giovanni Paolo II, Alberto Sordi, Carlo Azeglio Ciampi, Enzo Biagi. Tutti classe 1920, come lei, Clara Nepitello che il 15 ottobre taglia il traguardo dei 103 anni.

Ha visto scorrere sotto i suoi occhi avvenimenti di più di un secolo. Una montagna di storie con grandissimi cambiamenti del mondo, rispetto a quando lei è nata.

Nel 1920 era stato appena aperto il Canale di Panama, Hitler fondava il suo Partito Nazional Socialista, Trieste, con Zara e l’Istria, tornavano italiane, Giovanna d’Arco veniva proclamata santa, e Gandhi dava vita al movimento di resistenza passiva contro gli inglesi.

Oggi la signora Clara è ospite del Centro Servizi “Beato Pellegrino” di AltaVita-Ira. Ha una cameretta tutta per lei nel Reparto Fiordalisi. Prima era stata ospite al Pensionato Piaggi. Quando è arrivata a Padova, da Venezia, aveva 95 anni.

Clara Nepitello è una veneziana doc. E’ nata nella città lagunare 15 ottobre 1920. Ha vissuto a lungo in Riva degli Schiavoni, nel sestiere Castello, poi si è trasferita a Santa Marta, nelle Case dei Ferrovieri, nel sestiere di Dorsoduro, perché il marito Angelo era dipendente delle Ferrovie.

L’età le ha tolto un bel po’ di udito, anche la vista si è affievolita, ma le ha lasciato occhi verdi sempre vivaci, una incredibile dolcezza, la simpatia e l’ironia che l’hanno accompagnata per tutta la vita.

Da un pezzo le gambe non la reggono più ma la memoria è sempre vivace e scava ancora nei particolari della sua vita. Le sue parole arrivano con un filo di voce, lente, misurate, hanno perso forza ma non l’accento veneziano. A raccogliere le sue risposte e a farle giungere le domande ci aiuta Elena Luise, una dei suoi angeli custodi, del Servizio Educativo-Animativo del Cs “Beato Pellegrino”.

– Come mai è venuta a vivere a Padova, al Pensionato Piaggi, signora Clara, lasciando la sua casa?

“A casa ero rimasta da sola. Avevo 95 anni e avevo la necessità di stare più vicina ai miei figli”.

– Si stava bene al Piaggi? E qui al Reparto Fiordalisi come si trova?

“Se tu guardi al pelo nell’uovo, qualche peletto, lo trovi anche al Piaggi. Io non stavo male al Piaggi. Ero pulita, tranquilla, non mi mancava niente. Anche qui mi trovo bene, molto bene, Io dico che bisogna anche adattarsi, abituarsi alle cose”.

– Come si vive da ultracentenaria?

“Molto tranquilla, non ho dispiaceri e cerco di non essere di peso a nessuno”.

– Come trascorre il tempo in RSA?

“Parlo con le persone, ho compagnia. Ero diventata un’accanita giocatrice della tombola. Tempo fa giocavo anche a bocce e ho vinto anche alcune gare”.

– Al Piaggi ricordano le sue non comuni doti di attrice?

“Il teatro mi è sempre piaciuto fin da ragazza. Ho iniziato dalle suore quand’ero bambina. Al Piaggi ho interpretato la figura del principe Escalo nell’opera di Shakespeare, Giulietta e Romeo”.

– Riesce ancora a leggere?

“Non più, per via della vista. Mi piaceva molto leggere, soprattutto i racconti di Camilleri”.

– Ha nostalgia di Venezia?

“Qualche volta…Ti te conossi Venexia? Sono nata nel sestiere Castello. Un bellissimo posto di una città speciale. Se la vedo cambiata?  Oggi mi pare un pochetin più complicata… Un pochetin…”

– Cosa le piaceva in particolare di Venezia?

“E’ una città senza macchine. Quando hanno fatto il ponte, non quello della ferrovia, l’altro, il Ponte della Libertà, quello che collega la città alla terraferma, io c’ero. Abbiamo protestato perché Venezia doveva essere attaccata alla terraferma solo col treno”.

-Signora Clara qual è il segreto per vivere così a lungo?

“Bisogna non farsi tanti problemi, non affannarsi e stare meglio che si può …”

– Ha mai fumato? Bevuto … ?

“Non ho mai fumato una sigaretta in vita mia. Non fumava neanche mio marito. Bevuto? Beh a tavola un buon bicchiere di vino non mancava”. 

– Qui nella sua stanza, la foto più grande la ritrae con suo marito …

“E’ mio marito Angelo, un uomo tanto buono, buono. Mi manca tanto. Aveva 8 anni più di me. Adorava i suoi figli”.

– Avete avuto due figli…

“Sì, un maschio e una femmina. Massimo si è laureato in ingegneria elettronica. Mi ricordo come adesso il giorno della laurea. Ricordo anche il voto: 108. Ho pianto. Mia figlia Paola è diplomata e ha lavorato alle Assicurazioni Generali”.

– Nipoti?

“Ne ho tre, un maschio e due femmine che mi danno tante soddisfazioni”.

– Le vogliono bene?

“Mah.. spero proprio di sì”.

– Signora Clara, come le sembrano i giovani di oggi ?

“Beh, secondo me pretendono un po’ troppo, tutto e subito”.

– Ai suoi tempi come eravate?

“Più posati. C’erano meno possibilità e avevamo meno grilli per la testa”.

– Lei che classi ha fatto?

“La quinta elementare, alle scuole De Amicis di Venezia. Poi sono andata subito a lavorare in una sartoria da uomo, da Ceriello la sartoria più importate di Venezia a quei tempi. Poi mi sono sposata e ho continuato a fare la sarta a casa. C’erano due figli da tirar su. E li abbiamo cresciuti molto bene”.

– Lei sarta, il marito impiegato alle Ferrovie, e suo papà?

“Era fotografo. Un po’ strambo ma tanto bravo e intelligente. Anche il suo nome era un po’ bizzarro: Ernante”.

– I suoi momenti più belli?

“Quando sono nati i miei figli. I più brutti? Quando ho perso mio marito. Abbiamo trascorso bellissimi anni assieme”.

– Avete trascorso momenti difficili durante la guerra?

“Angelo non ha fatto la guerra perché era ferroviere. Non abbiamo mai patito la fame. Io non sono mai stata una grande mangiatrice: ricordo di aver mangiato tanta polenta e marmellata. Quante ore abbiamo passato nei rifugi…”

– Dica la verità, le piacerebbe tornare ragazza?

“Tornare indietro non si può. Si va avanti, il tempo scorre. Gli anni incominciano ad essere troppi”.

– Ma è contenta di aver raggiunto questa bella età?

“Per ora sì…”.

– Rimpianti?

“Nessuno”.

– Cosa chiede ancora alla vita?

“Per me nulla. Che i miei figli restino come sono”.