Il suono della vita

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Concerto di un’orchestra speciale al C.S. “Beato Pellegrino”

Che spettacolo! Rare volte nella Sala Polivalente del Centro Servizi “Beato Pellegrino” c’erano stati per un’orchestra tanti applausi, scroscianti e convinti, accompagnati da una pioggia di “bravi, bravi”.

Un apprezzamento meritato per un’orchestra speciale, dal nome speciale “Il suono della vita”, composta da una settantina di ospiti di AltaVita-Ira, che utilizzando svariati strumenti a percussione hanno interpretato una dozzina di brani musicali, semplici in avvio del concerto, poi via via sempre più impegnativi procedendo verso il gran finale, più cantato che suonato.

Quando, infatti, è stato proposto il brano di Umberto Marcato “Ma quando torno a Padova … mi sento a casa mia” il suono degli strumenti è stato sommerso da voci che volevano gridare tutto l’amore per la loro città oltre ad esprimere la gioia per essere stati protagonisti di un pomeriggio che si ricorderà a lungo non solo da queste parti. Potenza della musica.

Il concerto rappresentava l’ultimo atto del laboratorio di musicoterapia “Ritmando l’autunno”, proposto e coordinato dal Servizio Educativo di AltaVita-Ira.

Un cammino lungo circa tre mesi, con appuntamenti ogni lunedì, della durata di 90 minuti, sotto la guida della musicoterapista Annalisa Gaddo.

Ad ogni concertista è stato affidato uno strumento a percussione, dai legnetti alle maracas, dai sonagli ai triangoli, dalle piastre sonore al guiro argentino, dai piatti, piccoli e grandi, fino al tubo della pioggia.

La presentazione del concerto è stata affidata a Maria Giovanna

Roma, coordinatore del Servizio Educativo: “Ecco i protagonisti indiscussi di questo pomeriggio, orgogliosi e felici di cimentarsi. Quella che proponiamo è un’esperienza di musica cooperativa, di dialogo musicale.

Il gesto, la voce, la musica diventano componenti di energia attiva e vitale, convinti più che mai che la forza della musica trasmette energia alla vita.

Tutti i partecipanti al laboratorio hanno perseguito un obiettivo comune, socializzante, sono entrati in sintonia fra loro. Si sono messi in gioco da veri protagonisti, incrementando autostima, motivazioni, energia e relazioni interpersonali, mettendo al bando solitudine e noia della quotidianità. Hanno dimostrato che la voglia di apprendere non ha età. Ci hanno dato una lezione di vita”.

Poi l’inizio del concerto con la musicoterapista Annalisa Gaddo nelle vesti di direttrice d’orchestra, energica e professionale, in grado di mantenere sempre la massima attenzione da parte di quell’intenso mix di capelli bianchi, ripagata da ciascuno col massimo delle proprie risorse personali. Un prezioso riferimento ritmico che ha guidato via via l’entrata in scena dei vari strumenti.

“La mia prima nota” di Lanfranco Perini il brano d’apertura, seguito da “Sammy”, canto della tradizione giamaicana. Quindi, con un crescendo di difficoltà, sono stati proposti il Rondò di Muzio Clementi dalla “Sonatina per pianoforte”, “I pompieri di Viggiù”, Ciu Ciu della tradizione argentina, Serenade di Schubert, la Marcia di Radetzki di Strauss, un flash dal Lago dei cigni di Ciaikovskji, il brano inglese Scarborough Fair, l’ouverture della Carmen di Bizet per finire con “Ma quando torno a Padova”.

Tra un brano e l’altro spazio anche agli interventi. I primi tre del Servizio Educativo. Elena Luise ha ricordato il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne: “Oltre alle emozioni appaganti che stiamo vivendo, il nostro pensiero va alle donne che hanno subito violenze. Lo facciamo con la poesia di Simone Cristicchi, ‘lo chiederemo agli alberi’: Lo chiederemo agli alberi/ come restare immobili/ fra temporali e fulmini invincibili/ risponderanno gli alberi/che le radici sono qui/
e i loro rami danzano/ all’unisono verso il cielo blu./
/Se in autunno le foglie cadono/e d’inverno i germogli gelano/
come sempre la primavera arriverà/. Se un dolore ti sembra inutile/ e non riesci a fermar le lacrime/già domani un raggio di sole le asciugherà…”

Emanuela Bianchini ha ricordato il valore della musicoterapia, gli aspetti curativi della musica che smuove dal profondo e il lavoro paziente di Annalisa Gaddo che ha portato a “questo indimenticabile pomeriggio”.

Valentina Zoccarato, rivolgendosi agli interpreti del concerto, ha detto: “Siamo tutti orgogliosi di voi, siete stati attenti, bravi, determinati. |Avete regalato ai vostri cari e a tutti noi tanta gioia, uscita dai vostri strumenti e dal vostro cuore”.

Prima che un emozionato Paolino intonasse la canzone “El Portelo”, Eleonora (ha suonato con maestria il guiro per l’intero concerto) ha ricordato le feste delle matricole che si svolgevano in città negli anni Sessanta e Renata (“vecchia gloria” dei piatti musicali e a lungo bibliotecaria al Bo) ha ricordato la nascita nel 1959 dello storico gruppo musicale della goliardia padovana “Vitaliano Lenguazza” .

Un’altra protagonista del pomeriggio, anche lei ospite di AltaVita-Ira, è stata Lucia Zanti che al pianoforte ha eseguito diversi brani mentre parenti e amici riempivano la Sala Polivalente in attesa dell’inizio del concerto.

Particolarmente soddisfatti alla fine “concertisti” e organizzatori, coadiuvati dai volontari Alfredo e Damiana e dall’operatrice Giuliana, mentre parenti e amici degli ospiti auspicavano il ripetersi di esperienze come questa, perché la musica si è confermata toccasana per la salute: migliora la qualità della vita, aiuta gli anziani a mantenere un legame positivo con se stessi, con gli altri e con l’ambiente che li circonda.

Lo diceva anche Platone: la musica mette le ali al pensiero, dà slancio all’immaginazione, impulso alla gioia e dà vita a tutte le cose.

Chi si chiede cosa si intenda per “invecchiamento attivo” la migliore risposta l’ha avuta dal concerto “Ritmando l’autunno” di AltaVita-Ira .