Long Covid, la causa

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Perché persistono disturbi anche dopo essere tornati negativi

Confusione mentale, difficoltà di concentrazione, stanchezza, alterazione del gusto e dell’olfatto, problemi gastrointestinali, mal di testa, disturbi del sonno e anche depressione: tutti possibili segnali del passaggio del Covid che continuano a persistere in milioni di persone, per lungo tempo, dopo la negativizzazione da Sars-Cov-2. Si tratta di un quadro sintomatologico tipico che va sotto il nome di Long Covid.

Perché rimane questa situazione debilitante? Quali possono essere le cause? Quale potrebbe essere il motivo scatenante nascosto?

Il colpevole, meglio la colpevole, è stata trovata: il suo nome è “serotonina”.

Un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania l’ha messa sul banco degli imputati dopo mesi di ricerche. Vediamo come è avvenuta questa individuazione, che pare non lasciare dubbi.

Nello studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cell, si sostiene che una delle cause principali del Long Covid sia la bassa concentrazione di serotonina nel sangue. In altre parole, un livello di serotonina nel sangue inferiore al normale scombina il funzionamento del sistema immunitario, impedendogli l’assorbimento di alcuni elementi la cui assenza contribuirebbe al deficit di memoria e di altre funzioni, come la modulazione dell’appetito, sonno, umore.

I risultati dello studio – una volta confermati – vengono considerati importantissimi perché il Long Covid perseguita 70 milioni di persone nel mondo per settimane, mesi ed anche anni.

La ricerca ha coinvolto 58 pazienti a cui era stato diagnosticato il Long Covid. Queste persone sono state sottoposte all’esame del sangue in un periodo compreso fra i 3 e i 22 mesi dopo l’infezione da Covid. I risultati sono stati messi a confronto con altre 30 persone che, al contrario, non presentavano sintomi dopo aver contratto il Covid e con quelle di 60 pazienti che avevano da poco contratto il virus. Quale il risultato di tutte queste analisi del sangue? Nelle persone affette da Long Covid la serotonina non è più tornata ai livelli pre-infezione.

La serotonina, conosciuta dai più come l’ormone del buonumore, è un neurotrasmettitore. All’interno del corpo umano svolge un ruolo insostituibile nella regolazione dell’umore, del ciclo sonno-sveglia oltre che nel controllo dell’appetito ma può contribuire anche alla regolazione della pressione arteriosa, all’aggregazione di piastrine e alla contrazione delle arterie, della muscolatura liscia dei bronchi e della vescica. Quando la serotonina scarseggia insorgono interruzioni di segnali che arrivano al cervello, causando tutta la sintomatologia associata al Long Covid.

Lo studio offre speranze per nuove forme di prevenzione e apre la strada verso trattamenti sempre più efficaci.

Secondo i ricercatori della Pennsylvania, dunque, la riduzione della serotonina nel sangue, che circola al di fuori del cervello e del midollo spinale, influenza l’ippocampo, riducendo l’attività del nervo vago, un fascio di fibre sensoriali che invia informazioni del corpo al cervello. E’ da lì che si deve partire per liberare il corpo di tutte le nefaste conseguenze determinate dal Covid.

Fonte: “Serotonin reduction in post-acute sequelae of viral infection”, ricerca pubblicata il 16 ottobre 2023 sulla rivista Cell.