Camminare è la giusta medicina.

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A ogni età il suo numero di passi

“La vita è un viaggio da fare a piedi” affermava il narratore britannico Bruce Chatwin, perché il movimento è fonte di benessere.

Oggi una nuova conferma arriva da un interessante studio dell’Università del Massachussets pubblicato sulla rivista “The Lancet Pubblic Health”.

Non è una novità, ovviamente, affermare che la vita sedentaria non fa certo bene alla salute e che, al contrario, una vita attiva aiuta a star bene.

Tuttavia, questo studio, riportato anche da “Italian Medical News”, ci dice quanti passi sono necessari per trovare il massimo beneficio in ogni età della vita.

E’ stato esaminato un campione di 50 mila persone di diversi continenti. Sono state divise in quattro gruppi: a ciascun gruppo è stato attribuito un certo numero di passi da effettuare nel corso della giornata: 3.500 per le persone del primo gruppo, 5.800 per il secondo, 7.800 per il terzo e, infine, 10.900 per il quarto gruppo.

E’ stato quindi valutato come il numero di passi quotidiani abbia influito sulla mortalità.

Lo studio alla fine ha portato al seguente risultato: per le persone che hanno compiuto il maggior numero di passi è stato riscontrato un rischio di morte prematura dal 40% al 53% inferiore rispetto a chi ha effettuato meno passi durante la giornata.

“Lo studio – commenta Italian Medical News – dimostra inoltre che esiste una stretta correlazione tra l’età della persona e il numero di passi necessari per assicurare una vita più lunga.

Sopra i sessant’anni ‘basterebbero’ infatti circa 7.000 passi al giorno. Chi ha un’età inferiore necessita invece di un numero di passi superiore che si aggira intorno ai 9-10.000 passi. 

Un altro punto importante della ricerca riguarda la velocità della camminata: secondo lo studio l’unica discriminante per avere un minor rischio di morte premature è il numero di passi giornalieri, indipendentemente dalla velocità e dal tempo con il quale vengono fatti.

Basta davvero pochissimo e non servono grandi sforzi. Muoversi poco più del normale, per coloro che hanno uno stile di vita sedentario, può dare una grossa mano alla salute”.


Tre Lacet riporta anche una dichiarazione di Amanda Paluch, autrice principale dello studio: “Quello che abbiamo visto è stata questa riduzione incrementale del rischio all’aumentare dei passi; è interessante notare che la ricerca non ha trovato un’associazione definitiva con la velocità di camminata, al di là del numero totale di passi al giorno”.

Il risultato di questo studio è arrivato proprio mentre l’Istat ha pubblicato dati piuttosto disarmanti per l’Italia: “nel nostro Paese quasi la metà della popolazione è in sovrappeso”.

L’indagine ha per titolo “Aspetti della vita quotidiana”: ha preso in esame le abitudini di 19.800 famiglie per un totale di 45.600 persone.

Cosa dicono i dati emersi? Affermano che il 46,2% della popolazione con più di18 anni è in eccesso di peso;34,2% in sovrappeso e 12% obeso.

Il50,9% è in condizione di normopeso e circa il 3% di sottopeso. Inoltre il19% della popolazione di 14 anni e più dichiara di essere fumatore, circa 10 milioni di persone. Il 24% ha dichiarato di essere stato fumatorein passato e il55,7% di non aver mai fumato. 

Marcate differenze di genere: il 36,9% delle donne è sedentario contro il 30,3% degli uomini. 

Anche la pandemia ci ha messo lo zampino: le persone affette da obesità, si afferma, sono amentate di peso di 4 kg durante le diverse ondate di Covid 19.

Al di là della questa marea di dati di passi e kg, c’è un proverbio cinese che indirizza tutti sulla via più corretta da seguire: “Il segreto di vivere a lungo è mangiare la metà e camminare il doppio”.