Per la tutela degli anziani Rsa patrimonio del territorio

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Riforma dell’assistenza, c’è il sì delle associazioni

Le RSA sono un patrimonio del territorio.  Ora devono diventare sempre più “Centri multiservizi” di prossimità, capaci di rispondere, oltre che ai bisogni residenziali, anche ai bisogni domiciliari e di assistenza diurna, aprendosi ad una relazione dinamica con il territorio di appartenenza.

Dopo le incomprensioni del passato, questa visione adesso è condivisa sia dalla maggioranza delle associazioni (Agespi, Anaste, Aris e Uneba) che operano nel settore sociosanitario, sia soprattutto da monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Commissione ministeriale per la riforma dell’assistenza per la popolazione anziana.

Dopo l’atteso faccia a faccia fra le associazioni e monsignor Paglia, è stata trovata l’unanimità nel condividere la visione complessiva del documento – presentato dal presidente della Commissione Ministeriale e dal segretario della Commissione stessa, il professor Leonardo Palombi – che sarà alla base del disegno di Legge Delega incentrato sui servizi di assistenza e cura degli anziani.

In particolare, i rappresentanti delle associazioni hanno convenuto sul principio per cui la tutela delle persone anziane deve essere intesa come un elemento “universale, multilivello e inter-istituzionale”. Inoltre, dimensione della “qualità della vita”, con al centro il tema delle relazioni sociali e personali, deve assumere un significato centrale nel nuovo “modello di presa in carico”, così da sviluppare un continuum assistenziale tra la propria casa e la pluralità dei servizi esterni.

Tale centralità, è stato sottolineato, troverà concreta attuazione nel sistema di valutazione rivolto a tutta la popolazione anziana – partendo dalle persone con più di 80 anni – capace di realizzare una presa in carico sia sociale che sociosanitaria e di unificare gli interventi monetari (INPS) con quelli di natura sociale e quelli di natura sanitaria e socio-sanitaria.

Tutti i presenti hanno espresso la comune convinzione che la tutela delle persone anziane si realizza attraverso un continuum di servizi volti a favorire la dimensione della vita di relazione attraverso l’assistenza al domicilio, l’assistenza semiresidenziale e residenziale.

Si è convenuto sul fatto che, per le persone anziane, il domicilio e la loro famiglia debbano essere considerati il luogo privilegiato per la “presa in carico” attraverso un Servizio Domiciliare Unificato (SDU) e continuativo capace di superare la frammentazione degli interventi tra la dimensione socio-sanitaria (ADI) e quella socio-assistenziale (SAD).

Si è concordato altresì sull’esigenza di modificare l’assetto dei servizi residenziali dando vita a servizi articolati per tipologia di persone cui sono destinati e strutturati, nel caso delle RSA, per nuclei distinti per tipologie di cure assicurate e per tipologia di bisogno di cui farsi carico.

Tutti i partecipanti hanno sottolineato l’importanza che le nuove RSA siano aperte ai territori, alle famiglie, al volontariato, in un lavoro di rete e di interscambio, nella convinzione che tale approccio costituirà un argine importante allo spopolamento, al declino demografico ed alla oggettiva mancanza di servizi in alcune aree del Paese.

A conclusione dell’incontro tutti i presenti si sono riservati di stabilire modalità di confronto periodico al fine di proseguire nel lavoro avviato.