Vietato essere dei perditempo

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Tempo da non sprecare nella terza età

Di tempo, il vecchio ne ha a iosa, ma noi non vogliamo un vecchio “perditempo” perché è una misura preziosa che non va sprecata, ed è quindi in questo spazio che collochiamo tale valore nella sua accezione ricreativa, comunque produttivo, mai passivo.

Niente è più affine al tempo libero del periodo pensionistico quando, sollevati dalle “cure” del lavoro, possiamo soddisfare tutte le nostre passioni che, accanto ad attività propriamente ludiche, ci aiutano a riempire le nostre ore.

Devo dire che per la nostra generazione il pensionamento non è vissuto tanto bene, dato che, rispondendo ad una delle grandi domande della filosofia, noi coetanei, eravamo e ci consideravamo: “… quelli che… siamo nati per soffrire“, per tribolare, quasi a scontare il peccato originale!

Ma ora, che dal dopoguerra in poi siamo entrati nel periodo più bello della Storia, si fa strada, specialmente tra i giovani, una concezione meno coatta della vita, dove, accanto ai sacrosanti doveri c’è posto anche a ritagli di sana ricreazione senza provare un sottile senso di colpa.

Il primo insostituibile hobby è la lettura, magari rannicchiati in una accogliente bergére con una tazza di the caldo ed il gattino di casa sulle ginocchia; qualche documentario o un film alla TV, può essere un’alternativa, ma i tempi della Bocciofila e del bar sottocasa dove riunirsi con gli amici per una partita a tressette, è passato, come le chiacchiere al Circolo o al Gabinetto di lettura.

Una grande, relativamente recente opportunità di occupare il nostro tempo libero e che quindi, pur con qualche iniziale difficoltà non possiamo trascurare, è il Web.

Qualcuno dice che ” non è roba per vecchi“, ma io non la penso proprio così.

Certamente, tra le altre cose, vi si trovano dei social infarciti di volgarità, di pettegolezzi, di insulti, di siti indecenti e persino truffaldini, ma si possono anche incontrare persone di spicco e intrecciare proficue amicizie; è come il cercatore d’oro che draga con una specie di setaccio la sabbia dei fiumi auriferi e che, tra le impurità di ogni genere, di tanto in tanto, trova qualche pagliuzza che con il tempo può raggiungere la dimensione di una pepita.

Nelle mani giuste, è una straordinaria ed inesauribile fonte di informazione, di cultura, di aggiornamento, di contatti, di approfondimenti, di giochi individuali e di gruppo, di musica e di quant’altro la nostra fantasia ci suggerisca.

Naturalmente questo mezzo nasconde anche dei pericoli, ma nelle mani di uno scaltro e smaliziato anziano, il beneficio supera di gran lunga il rischio.

Questo, riservando ovviamente una grande fetta del nostro lungo tempo libero al movimento, al godere all’aperto delle bellezze della natura, alla compagnia degli amici, alla partita a burraco con le amiche o nel cimentarsi in cucina

Per le signore in particolare, seppure non per tutte, suggerirei di dedicarsi anche al passatempo mai tramontato e recentemente riscoperto che preferisce mia moglie, il ricamo.

Un’ altra occupazione per i più mobili e abili è dedicarsi al bricolage e alla cura del giardino riservati ai relativi generi, ma anche intercambiabili; la gestione di un orto è invece più impegnativa e faticosa, di solito, gradita alle persone più giovanili!

Ma dedicare il proprio tempo libero agli altri è sicuramente la ricetta migliore e più appagante; e parliamo allora di “Volontariato” che ciascuno di noi, a seconda delle sue competenze e condizioni fisiche, può praticare regalando la propria disponibilità e le nostre conoscenze, anche empiriche, a chi ne ha bisogno.

Il volontariato ha settori infiniti, all’interno dei quali ognuno può scegliere il più adatto alla propria natura e sensibilità e pertanto va incoraggiato in quanto utile a chi ne gode, ma anche e soprattutto, a chi lo fa.

E infine, e non per ultimi, anche i nipotini possono riempire il nostro tempo libero, in questo caso nella veste di nonni, seguendoli nei loro progressi, consigliandomi e ravvisando in loro qualche pur lontana sembianza che sembri farci proiettare, in qualche modo, nel futuro.

                                                                      Giancarlo Benincà

                                                                      Medico geriatra