L’importanza dell’esercizio fisico nella terza età. La vecchiaia non è una malattia

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AltaVita - attività fisica anziani

Le raccomandazioni del dottor Renzo Chiarelli

L’esercizio fisico? E’ una delle strade migliori per viaggiare verso una vecchiaia di qualità. Importante farlo con una certa continuità e in modo corretto. Lo ha sottolineato Renzo Chiarelli, docente di scienze motorie e sportive, concludendo il ciclo di quattro conferenze, organizzate da AltaVita-Ira, raggruppate sotto il titolo “Padova città amica dell’anziano”.

L’importanza dell’attività motoria per ridurre le patologie

La vecchiaia, è stato sottolineato, non è una malattia, è solo una fase della vita che può esplicarsi in vari modi. L’essere vissuta attivamente o meno dipende da diversi aspetti. Sono quattro essenzialmente che ne determinano la qualità: il fattore genetico, l’alimentazione, l’ambiente e la malattia. Accanto a questi aspetti, molto importanti, c’è una chiave che può aprire la porta che si affaccia verso l’autonomia fisica: è l’attività motoria.

L’avanzare dell’età – ha ricordato Chiarelli –  determina in ciascuno dei cambiamenti fisici, psichici e caratteriali. Ma la curva del decadimento si può rallentare se adottiamo stili di vita salutari e tra questi, principalmente, c’è l’esercizio fisico.

Lo dice anche l’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità: l’attività fisica riduce le patologie. Una attività fisica regolare, ad esempio, riduce il rischio cardiovascolare, riduce le malattie alle ossa, riduce le malattie legate al metabolismo, come il diabete, riduce i deficit visivi e uditivi. Senza dimenticare che allontana il pericolo del sovrappeso e scaccia il malumore.

L’attività fisica porta a imboccare un percorso virtuoso e accresce le possibilità di vivere di più. Quando si va ad analizzare la vita di un centenario balzano in primo piano tre fattori, vale a dire le qualità che l’hanno sospinto in là con gli anni: la sua attività fisica, la sua rete sociale e l’atteggiamento mentale positivo. Tre aspetti che viaggiano insieme. L’attività fisica, infatti, induce benessere, salute, produttività, partecipazione, consapevolezza di sé.

Prima la rivoluzione industriale poi la vita frenetica di oggi hanno aumentato stress emotivi, nevrosi, l’isolamento sociale, senza dimenticare l’abuso di alcol e di farmaci. In una parola in agguato c’è la sedentarietà con tutti i guai che porta con sé; e così la qualità della vita rotola verso il basso.

Il freno a questo disastro fisico e mentale è l’attività fisica, che nella sua cassette degli attrezzi ha chiavi miracolose: migliora la capacità respiratoria, migliora il tono muscolare, migliora la pressione sanguigna, la sensazione di benessere, e ancora, come si è detto, riduce lo stress e migliora l’umore oltre a prevenire tante malattie comuni nella terza età.

Quando fare attività fisica e quali esercizi?

Quanta attività fisica e quale? Chiarelli ha invitato a dare retta al nostro corpo, che conosce i nostri limiti e capacità. L’esercizio fisico deve essere fatto in modo corretto. Non bisogna strafare, quando uno è stanco si deve fermare. Però bisogna essere costanti. Non è facile: Chiarelli ha riportato un dato che ci fa capire che l’essere costanti è una dote di pochi: nel 2013 gli over 65 che praticavano l’esercizio fisico con costanza era il 3 per cento. Pochi, tanto pochi.

Andrebbe bene applicarsi 3-5 giorni alla settimana per i minuti che ci suggerisce il nostro corpo, abbinandoli nell’arco del giorno a una certa dinamicità sia in casa che fuori casa, preferendo la camminata all’uso dell’auto e le scale all’ascensore quando è possibile. L’esercizio fisico non ha preferenze di modi e luoghi. Può essere fatto in piedi o da seduti, a corpo libero o vicino a una sedia se c’è il timore di perdere l’equilibrio.

Quali parte del corpo privilegiare? Renzo Chiarelli, quando è passato dalla teoria alla pratica, ha mostrato decine di esercizi utili per testa e collo, per le spalle, per le braccia, per i polsi, per le dita. Siccome il tempo è tiranno, ha promesso un secondo appuntamento, forse a primavera, per dare dimostrazione di altri esercizi che aiutano tronco, gambe e piedi. Esercizi da ripetere quante volte? Meglio dieci, van bene anche cinque, curando la respirazione. Con calma, senza affanno.