Le “profezie” di Manto sui rischi di depressione

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Può essere stimato il rischio di infarto, può essere definita la predisposizione al colesterolo e a diverse altre malattie del corpo.

E per la salute mentale? Può essere stimato, ad esempio, il rischio di incorrere in un male subdolo come la depressione?

La risposta affermativa arriva dall’università di Ferrara. Assieme agli atenei di Bologna, New York e Stoccolma ha messo a punto uno strumento che potrebbe segnare una svolta in termini di identificazione precoce e di prevenzione del “male oscuro”.

Come funziona? Sono sufficienti otto minuti per avere una stima personalizzata del rischio di depressione.

Basta rispondere a domande molto semplici su di sé e sulla propria vita quotidiana per sapere in anticipo quanto si è vicini o lontani dal divenire ostaggio della depressione.

Il nome. Si chiama Manto, come la profetessa triste, figlia dell’indovino Tiresia. Sfuggita alle ire dei tebani, approdò in Italia e, racconta la mitologia, una volta appresa la notizia della morte del padre, con le sue lacrime riempì il lago che circonda Mantova.

 Un nome decisamente appropriato per uno strumento, dal momento che predice il rischio di una persona di sviluppare una delle patologie più difficili e complicate degli ultimi decenni.

Come funziona. Consiste in untool (strumento) online (il sito èhttps://manto.unife.it) utilizzabile in manieragratuita e anonima dalla popolazione over-55, statisticamente più a rischio, in grado di calcolare la probabilità di sviluppare depressione nei successivi due anni.

Per la messa a punto di Manto, le ricercatrici e i ricercatori hanno utilizzato stime dalla letteratura scientifica e dati della popolazione europea, fino ad ottenere un modello statistico con una buona capacità discriminativa. 

Il punteggio di rischio è calcolato sulla base di elaborazioni dei dati ed algoritmi di intelligenza artificiale che partono dalle informazioni sui fattori di rischio.

Al termine del breve questionario (al momento in italiano o in inglese) il sito produrrà una stima del punteggio di rischio individuale, espressa in percentuale.

Le domande. Per utilizzare Manto è sufficiente che una persona vada sul sito e risponda ad alcune domande, rigorosamente in forma anonima, sui sintomi della depressione e su alcuni altri aspetti della vita.

Non è necessario compilarli tutti, ma più risposte vengono fornite, più accurata sarà la stima. Al termine del breve questionario il sito produrrà una stima del punteggio di rischio individuale, espresso in percentuale.

La risposta. Se la ‘profezia’ di Manto dovesse essere negativa, cioè se il punteggio di rischio fosse alto (per esempio superiore al 60%), niente panico.

Si può recuperare agendo in vari modi. Si possono modificare diversi fattori di rischio per la depressione.

Per esempio, si possono trattare i disturbi del sonno o i sintomi dolorosi, si può incrementare l’attività fisica, impegnarsi in attività piacevoli, come il ballo, o stimolanti dal punto di vista intellettuale.

Sono disponibili numerose altre cure e azioni preventive, come strategie psicologiche, farmacologiche e comportamentali, da sole o in combinazione.

La depressione. Secondo l’OMS, ladepressione è la principalecausa di disabilità nel mondo. Circa il 15% delle persone soffre di depressione almeno una volta nella propria vita: le conseguenze possono andare da una sofferenza transitoria fino alla perdita del lavoro e delle relazioni sociali, fino ad arrivare al suicidio.

L’impatto della pandemia, l’isolamento, la crisi economica e l’innalzarsi dell’età media hanno fatto sì che la depressione stia diventando un problema economico e sociale estremamente diffuso, soprattutto nella seconda età adulta.

Purtroppo la depressione spesso non viene riconosciuta o non riceve tempestivo trattamento. Questo dipende da diversi fattori, come la scarsità di informazione, lo stigma, o la scarsità di risorse dei servizi di salute mentale pubblici.

La depressione è una vera e propria malattia e non va confusa con la tristezza, o con la malinconia. Quindi va accettata e curata senza alcuna vergogna.

Il commento. Primo autore dello studio è il professor Martino Belvederi Murri del Dipartimento di Neuroscienze eRiabilitazione di Unife. Dice: “È una grande soddisfazione poter mettere finalmente a disposizione il frutto di un lavoro che ci ha impegnati negli ultimi anni.

A quanto ci risulta Manto è il primomodello al mondo di questo tipo che sia utilizzabile liberamente. Sono decenni che chiunque può stimare il rischio futuro di infarto, ma fino ad ora non erano disponibili strumenti simili per la salutementale, che non è certo meno importante.

Speriamo che Manto serva concretamente alle persone ed ai professionisti del settore, ai medici di Medicina generale o agli specialisti. Vorremmo anche richiamare l’attenzione sulla depressione, che va riconosciuta senza se e senza ma, perché si può curare a tutte le età”. “Manto quindi potrà avere importanti ricadute positive sia per le singole persone che utilizzeranno il sito, sia per le strategie sanitarie.

La depressione in età avanzata ha infatti notevoli costi personali e sanitari.

Lo strumento può anche essere utilizzato per individuare popolazioni a rischio a cui dedicare interventi mirati di salute pubblica” conclude il professor Belvederi Murri.

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