La salute nel piatto

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Mangiare bene è indispensabile per stare bene

“Chi mangia tanto mangia per poco; chi mangia poco mangia per tanto”. Questo vecchio detto ha fatto da sfondo alla conferenza tenuta dal dottor Flavio Varotto (per 40 anni medico di famiglia a Rubano e specialista in scienze dell’alimentazione), nell’ambito del secondo degli appuntamenti, “Padova amica dell’anziano”, promossi anche quest’anno dal Comune capoluogo in collaborazione con associazioni o enti del territorio.

Tema dell’incontro, trasmesso in diretta streaming, “Alimentazione e longevità, quale rapporto?”

Un rapporto strettissimo, è stata la risposta del dottor Varotto, soprattutto quando parliamo di anziani, puntando ad una qualità di vita migliore. Il binomio alimentazione-longevità, al trascorrere dei decenni, riguarda una crescente platea di persone con età superiore ai 65 anni.

Nel 1951 gli anziani costituivano il 12 per cento della popolazione, oggi sono il 23 per cento, nel 2050 la percentuale salirà al 33,6 per cento. Cresce la percentuale di anziani e aumenta anche la longevità che nel 2050 sarà di 83,6 anni per i maschi e 88,8 per le donne.

L’alimentazione, in riferimento a qualità di vita e longevità, ha la medesima importanza che può avere l’attività fisica, il mantenimento dei rapporti sociali, l’igiene o una buona rete familiare.

Quindi è un aspetto basilare e come tale deve essere ben considerato, soprattutto negli anziani, anche se per la verità rispetto ai giovani, in assenza di patologie, cambia solo la quantità.

Una dieta idonea – ha detto il relatore – è uno dei pilastri basilari per raggiungere una sana longevità, dando anni alla vita e, soprattutto, dando vita agli anni. Una dieta corretta costituisce una delle più importanti misure di promozione della salute e prevenzione delle patologie.

Mangiare bene è indispensabile per stare bene e avere l’energia necessaria per svolgere le proprie attività quotidiane”.

Ancora: “Una dieta idonea e sana deve fornire tutte le sostanze nutritive essenziali e non, energia, elementi antiossidanti”. In altre parole deve essere sufficiente (con il giusto apporto di calorie e di sostanze nutritive necessarie), equilibrata (con proporzione dei principi nutritivi), varia (con alternanza di cibi), armonica (distribuita in modo corretto) e adeguata (adattata alle condizioni individuali).

Il dottor Flavio Varotto ha aggiunto che l’età influenza il fabbisogno energetico in quattro modi: determina una diminuzione della massa muscolare attiva e della sua efficienza, la diminuzione del metabolismo di base, il progressivo declino delle attività fisiche, la necessità, infine, di più movimenti per compiere un determinato lavoro.

E c’è un pericolo dietro l’angolo: è la malnutrizione. Su più di tremila anziani (dai 65 ai 79 anni) intervistati, l’80% mangia male. Lo stato di malnutrizione può essere determinato da mutamenti economici (disagiate condizioni, desiderio di risparmiare) o solitudine o vedovanza.

Ma può essere causata anche da scarsa educazione alimentare, o trascuratezza, dal momento che gli anziani mangiano in modo irregolare, solo quando hanno fame o in modo monotono, preferendo ciò che è più semplice e di rapida preparazione. Senza dimenticare che la malnutrizione può essere provocata anche da scorrette abitudini alimentari contratte in giovane età.

Il dottor Varotto ha anche elencato le altre problematiche che possono incidere sullo stato nutrizionale: non autosufficienza, difficoltà di deglutizione (disfagia), difficoltà di masticazione, alterazioni sensoriali (riduzione del gusto e dell’olfatto), alterazioni gastroenteriche, riduzione del tono dell’umore e patologie varie, dal diabete alla ipoglicemia, dall’ipertensione arteriosa all’insufficienza renale cronica, dal deterioramento cognitivo al morbo di Parkinson.

Ma cosa provoca una cattiva nutrizione? Tenuto conto che l’età riduce per usura alcune funzioni biologiche, una alimentazione incongrua accelera tale usura quando addirittura non porti allo sviluppo di alcune condizioni morbose caratteristiche dell’età avanzata (obesità, diabete, arteriosclerosi).

Due le raccomandazioni che ne discendono, secondo il dottor Varotto: bisogna sorvegliare con cura l’alimentazione fino a 40 anni, considerando la dieta mezzo profilattico fondamentale per ritardare l’invecchiamento; poi, non bisogna dimenticare anche le norme comportamentali, a loro volta importantissime, come l’igiene e l’attività fisica.

Le chiavi per una buona dieta? Il dottor Varotto ha risposto affermando che varietà ed equilibrio possono essere ottenute includendo ad ogni pasto proteine, carboidrati, grassi, vitamine, liquidi e fibre in proporzioni adeguate.

Secondo il medico a tavola bisogna preferire prodotti soprattutto locali, meglio se biologici, e la stagionalità. Presentando la piramide degli alimenti, riferita ai pasti principali, al consumo giornaliero e al consumo settimanale, ha espresso una marcata preferenza per la dieta mediterranea.

Nei pasti principali – alla base della piramide – ogni giorno devono esserci 1-2 porzioni di frutta, 2 di verdura, e 1-2 porzioni di prodotti come pasta, pane, riso, cous cous e altri cereali preferibilmente integrali.

Nel consumo giornaliero, nella parte media della piramide, ha aggiunto frutta a guscio, latte e derivati, olio d’oliva, erbe e spezie, raccomandando la riduzione del sale.

Nella parte alta della piramide, riservata al consumo settimanale, ha collocato pesce (2 porzioni), legumi (2 porzioni), uova (2-4 porzioni), pollame (1-2 porzioni), carne (2 porzioni), salumi (1 porzione).

E i dolci? Se pochi, è sempre meglio.

Molto interessate, infine, è stata la distribuzione di un questionario con le relative risposte degli ascoltatori che hanno confortato con le loro scelte il dottor Varotto. Bevi acqua quando hai sete, ai pasti o dai 6 agli 8 bicchieri al giorno? Le risposte hanno premiato giustamente il terzo caso.

Frutta secca: ne mangi, poca, mediamente o tanta? Poca è meglio, è stata la risposta. In che momento della giornata mangia di più? A pranzo, al mattino o a cena? L’84% si è espresso per il pranzo. Le verdure, fresca o cotta Bilancio in parità, approvato anche dal dottor Varotto. E la frutta fresca quando la consumi? Dopo i pasti, quando devi chiudere l’ultimo buco rimasto nello stomaco, lontano dai pasti o quando ti ricordi? Il relatore ne ha consigliato un buon consumo nell’arco della giornata.

E gli extra? Dolci, liquori, salatini ecc.? Nelle risposte al sesto quesito del questionario si è imposto un deciso “raramente”.

Due i messaggi finali del dottor Varotto.

Uno è del padre della medicina, Ippocrate di Cos: “lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina il cibo”.

L’altro è del filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, critico del pensiero religioso e polemico oppositore del dualismo anima-corpo:

La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo, in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un’alimentazione migliore. L’uomo è ciò che mangia”.