La Regione Veneto ha aggiunto la terza S agli operatori socio-sanitari

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Saranno formati 510 OSS specializzati

Alla fine la Regione Veneto ha aggiunto la terza S agli OSS, gli operatori sociosanitari. Fra breve saranno operativi, se tutto andrà come è stato deciso, gli “operatori sociosanitari specializzati”.

E’ stata pubblicata, infatti, sul Bollettino Ufficiale del Veneto la delibera della Giunta regionale, proposta dall’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, che vara il nuovo percorso di “Formazione complementare in assistenza sanitaria dell’Operatore Socio Sanitario”.

L’intento è formare 510 OSS specializzati, con competenze aggiuntive rispetto al tradizionale profilo dell’operatore socio sanitario.

 Nella stessa delibera la Regione ha dato il via libera al “Corso di formazione per infermieri referenti per l’inserimento di operatori socio-sanitari con formazione complementare in assistenza sanitaria nelle strutture residenziali e semiresidenziali per anziani”.

Il traguardo, dunque, è stato tagliato. La riforma ora è operativa, dopo essere stata al centro di numerose polemiche (dopo il semaforo rosso del Tar e del Consiglio di Stato, infatti, il Veneto aveva provato di nuovo a stabilire un percorso di formazione complementare degli OSS).

Il mese scorso, dopo aver ascoltato i rappresentanti della categoria, degli ordini e degli enti di assistenza, la commissione Sanità della Regione aveva espresso parere favorevole in merito.

L’obiettivo è quello di sopperire alla mancanza di infermieri in Veneto, dove si stima che manchino ben quattromila professionisti sanitari. Questo l’obiettivo alla base della figura del Super OSS.

Sono 510 i posti assegnati in tutto. All’Ulss 6 Euganea ne spetteranno 90.

Nella delibera si afferma che considerato che è interesse del Servizio Sanitario Regionale dotarsi di operatori idonei, parte del costo pro capite (tirocinio) verrà assorbito dalle stesse aziende sanitarie mentre la restante quota pari a 300 euro sarà sostenuta dal datore di lavoro, non escludendo la possibilità che possa provvedervi, in alternativa, il singolo partecipante.

Soddisfatte Uneba Veneto e Uneba Nazionale da tempo insistono sulla necessità di introdurre la figura dell’OSS con formazione complementare, per garantire assistenza qualificata agli anziani accolti nelle strutture residenziali, che hanno bisogni di assistenza  molto maggiori che in passato, e per dare una prima risposta alla drastica carenza di infermieri.

Nello specifico, la realizzazione del pacchetto formativo è demandata a Fondazione Scuola di Sanità Pubblica (Fondazione SSP), mentre la complessiva organizzazione dei corsi di formazione viene demandata ad Azienda Zero la quale provvederà a coordinare sia i soggetti istituzionali coinvolti sia il complessivo svolgimento del percorso formativo nella sua articolazione teorica, pratica e conclusiva.

Per quanto concerne invece l’attività formativa pratica di tirocinio, che dovrà essere effettuata da ogni corsista presso le strutture sanitarie e socio-sanitarie degli Enti del Servizio sanitario regionale, è attribuita alle Direzioni delle Professioni Sanitarie dei predetti Enti la competenza all’organizzazione e gestione di tale attività.

Il costo dell’intero percorso formativo (docenza e tirocinio) è stato stimato corrispondere in euro 700 pro capite. Considerato che è interesse del Servizio sanitario regionale in quanto sistema integrato e completato dall’apporto assistenziale fornito dalle strutture extraospedaliere pubbliche e private, dotarsi di operatori idonei, parte del costo pro capite (tirocinio) verrà assorbito dalle stesse aziende sanitarie che assumono a proprio carico i costi generali, di gestione e funzionamento, i costi per l’utilizzo dei locali, del materiale d’uso, delle attrezzature e che mettono a disposizione le risorse umane necessarie.

La quota rimanente (docenza), pari ad euro 300, verrà sostenuta dal datore di lavoro, non escludendo la possibilità che possa provvedervi, in alternativa, il singolo partecipante.

L’operatore socio-sanitario con “Formazione complementare in assistenza sanitaria potrà eseguire diverse attività (nella delibera sono specificate) previa valutazione e indicazione dell’infermiere.