La Resistenza a Padova: tre eroi sconosciuti.

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Tra questi anche il direttore della Casa di Riposo

“Tre eroi sconosciuti della Resistenza” a Padova. Ne ravviva il ricordo un bel libro, scritto da Enzo Zatta (figlio di un internato militare nel campo di concentramento di Ziegenhain) e Giancarlo Feriotti (studioso della Resistenza Veneta), dal titolo “La picca di via S. Lucia”.

Flavio Busonera, medico pediatra di origine sarda, Vittorio Antonelli, comandante dei Vigili del Fuoco di Padova, e Antonio Cherubini, direttore della Casa di Ricovero cittadina, sono i tre personaggi che animano un mondo ormai lontano negli anni, ma così vicino per l’attualità dei temi che ripropone: l’avversione al totalitarismo e la scelta, oltre ogni convenienza, di stare dalla parte giusta.

“Sono pagine intense- scrive nella prefazione il senatore Paolo Giaretta, ex sindaco di Padova- quelle che ci consegna Enzo Zatta, anche sulla base delle ricerche d’archivio di Giancarlo Feriotti. Meritevole impresa, perché appunto la memoria ci serva a comprendere il presente e ci aiuti ad essere degni di quei sacrifici”.

Flavio Busonera, medico al servizio in particolare dei più poveri, è una delle figure simbolo della Resistenza. Fu impiccato, con Ettore Calderoni e Clemente Lampioni, in via S. Lucia il 17 agosto 1944. Nel libro sono ben ricostruite le ultime drammatiche ore che hanno preceduto l’esecuzione.

Fu obbligato ad innalzare il patibolo il secondo “eroe sconosciuto” evocato nella parte centrale del libro: l’ing. Vittorio Antonelli, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, proprio lui, antifascista, che da tempo aveva intrecciato rapporti con esponenti della Resistenza clandestina padovana, sottraendo centinaia di giovani renitenti alla leva ad un triste destino.

A rischio della fucilazione sua e dei suoi uomini, tentò in ogni modo di disattendere all’imposizione nazifascista di preparare le forche. Dopo la Liberazione finì davanti a una Commissione di Epurazione, ma emerse in tutta evidenza non solo la sua avversione al Partito Fascista, ma la sua azione a lungo condivisa con la Resistenza.

Per aiutare tanti giovani, sottraendoli alla guerra e alla deportazione, gonfiò con grave rischio personale l’organico dei Vigili del Fuoco da 77 a 350 uomini incorporati.

Finì davanti ad una Commissione di Epurazione anche l’avvocato Antonio Cherubini, la terza figura del libro, dalla storia emblematica che viene sottratta all’oblio in modo del tutto singolare, ovvero attraverso la lettura diretta dei documenti inoltrati da numerosi testimoni in sua difesa.

A fronte di una denuncia per collaborazionismo e di appartenenza al PNF di Padova, fu chiamato a difendersi e fu sospeso dal lavoro. Non solo riuscì a discolparsi da ogni infamante accusa, ma grazie alla documentazione presentata, attestò anche fatti e circostanze che erano rimasti avvolti nel silenzio.

Cherubini, direttore dalla Casa di Ricovero di Piazza Mazzini, si rese protagonista di operazioni rischiosissime: nascose nella Casa di Riposo il comandante partigiano Giovanni Zerbetto, fatto evadere dall’Ospedale di Padova e ricercato dalla Brigate Nere.

Lì trovo rifugio anche Silvio Tedeschi, partigiano israelita, che sotto falso nome fu impiegato per tre anni all’Opera Pia.

Il direttore della Casa di Riposo, oltre ad aver salvato altri ebrei in fuga, collaborò attivamente con i partigiani del Settimo Battaglione “Flavio Busonera” nascondendo, nei sotterranei dell’Istituto di Riposo, armi, derrate alimentari e vestiario.

A lungo amico di Padre Leopoldo, che spesso incontrava nella chiesa dei Cappuccini a Padova, l’avv. Cherubini poté contare sulle testimonianze in sua difesa del vescovo Carlo Agostini e del parroco dei Carmini, mons. Melchiorre Formaglio.

Dopo la guerra, dirigerà per altri 15 anni la Casa di Riposo. A quanti vollero ringraziarlo per averli aiutati nel periodo bellico rispondeva: “Ho fatto solo ciò in cui credevo”. E’ deceduto nel 1964, all’età di 66 anni.

Il libro “La picca di S. Lucia” verrà presentato venerdì 5 novembre 2021 alle 20.30 nella sala del Patronato della Parrocchia di San Lorenzo in via S. Pio X ad Abano Terme, per iniziativa della Libreria Moderna, della Comunità Parrocchiale e della Cleup.

Dopo il saluto di don Alessio Bertesso, seguirà l’intervento di Giovanni Ponchio, coordinatore della serata, imperniata sul dialogo fra Paolo Giaretta ed Enzo Zatta.

Sarà presente anche Floriana Rizzetto, presidente provinciale dei partigiani dell’Anpi.