I racconti di Faggiano conquistano il Pensionato Piaggi

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Suspence, in attesa del gran finale del romanzo “Libia”

Inventa e descrive così bene le storie che s’intrecciano nel suo romanzo al punto da farle sembrare vere.

A parte la fluidità di scrittura, sta proprio qui la forza narrativa di Vincenzo Faggiano, autore di “Libia”, il suo secondo romanzo in uscita dalla casa editrice “Il Poligrafo”. C’è di più. Faggiano ha anche un “complice”.

E’ l’attore Giancarlo Previati, che legge brani del libro, con innata professionalità, trasportando l’ascoltatore sul luogo dell’azione per poi farlo partecipare ora a una riunione segreta, ora a un assalto o a una sanguinosa vendetta.

Tutto questo avviene al Pensionato Piaggi di Piazza Mazzini dove, di lunedì, l’elegante Sala Rossa si trasforma, con la sapiente regia della direttrice Patrizia Arsìe, in un “Salotto letterario” vecchio stile.

Dopo le letture dedicate, nelle scorse settimane, ai libri di Oriana Fallaci e di Lilli Gruber e dopo aver fermato per un po’ Ernest Hemingway in … mezzo al mare, ora sta ospitando – in tre tappe – lo scrittore Vincenzo Faggiano con il romanzo di fantapolitica “Libia”.

Una fantapolitica, tuttavia, sui generis, che propone avvenimenti e trame possibili come fossero reali.

Episodi inventati, ma così presenti nella testa dello scrittore al punto che li sente veri per poi farli percepire come tali a chi legge o ascolta.

Si potrebbe parlare di una realtà manipolata, una realtà, però, che non fa mai salti nell’impossibile ma che resta sempre ancorata al possibile, in una sorta di “strano ma vero”.

Nel corso del secondo incontro con Vincenzo Faggiano e Giancarlo Previati al Piaggi sono state proposte tre letture di “Libia”, letture di “azione” dopo le tre di “ideazione” della settimana precedente.

Nel primo racconto Vincenzo Faggiano si è cimentato nella descrizione di un giuramento di tipo massonico, con tocchi in stile mafioso.

Una contaminazione di grande effetto, culminata con il giuramento nell’isola di Malta dei nuovi adepti dell’Ordine dei Cavalieri del Mediterraneo.

Il rito che ha sancito il “vincolo di vita e di morte” dei neo-affiliati è stato preceduto dall’infuocato discorso del capitano dei servizi segreti italiani per trascinare all’azione i “fratelli dei popoli latini del Mediterraneo”.

Un’esortazione di tipo politico-militare che Giancarlo Previati ha reso in tutta la sua avvincente solennità.

Secondo capitolo, da Malta al deserto libico. C’è da liberare un anziano capo di un gruppo di tribù libiche, rapito per condizionarne l’azione politica. L’azione condotta nel cuore della notte va a buon fine sul piano militare, ma l’ostaggio, duramente provato durante il periodo di prigionia, muore durante il viaggio di ritorno alla base. Una morte da tener nascosta per impedire la disgregazione del fronte delle tribù.

Terza e ultima lettura. Ha per protagonista il figlio dell’anziano ostaggio, che oltre a vendicare il padre punta a prenderne il posto. Entrano in scena droni, ci sono finti attacchi aerei, scoppi, esecuzioni, grida, vendette. Il giovane, quando tutto sembra perduto, grazie all’azione di complici, riuscirà a farsi acclamare nuova guida delle bellicose tribù libiche. Merito soprattutto di un anziano che da una Casa di Riposo di Abano in tutta fretta era stato portato nel deserto libico.

Manca ora solo in gran finale di questa avvincente storia, ma per conoscerlo servirà un altro appuntamento al prossimo “lunedì di lettura” al Pensionato Piaggi.

Ci sarà il lieto fine? L’Italia riuscirà a conquistarsi il ruolo che merita nell’area del Mediterraneo?

Vincenzo Faggiano non ha voluto ancora scoprire le carte. Ha lasciato la Sala Rossa con una promessa: donerà a quanti hanno partecipato ai “lunedì di lettura” una copia del suo libro.