Vincenzo Faggiano al Pensionato Piaggi svela il finale del suo libro

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Terzo e ultimo incontro sul romanzo “Libia”

“Le vostre scelte siano sempre consapevoli. Non accontentatevi del sentito dire. Non fatevi sedurre da pubblicità ingannevoli. Non lasciatevi comprare”.

E’ il messaggio che lo scrittore Vincenzo Faggiano ha lasciato agli ospiti del Pensionato Piaggi, a conclusione del trittico di incontri per presentare il suo ultimo libro, “Libia”, edito dal “Poligrafo” di Padova.

Un’esortazione arrivata alla fine della lettura di uno degli ultimi capitoli del romanzo di fantapolitica (dai contorni immaginari, ma sempre tenuti nei solchi del credibile), un brano imperniato sull’esito di un referendum manipolato dal potere.

Doveva esserci la vittoria a tutti i costi nella consultazione popolare e successo è stato. Una vittoria conseguita non tanto attraverso brogli nel conteggio delle schede –  strada troppo pericolosa – ma ottenuta con la costituzione di comitati elettorali compiacenti, con campagne martellanti, con appelli carichi di promesse da parte dei leader e mettendo a tacere gli oppositori.

Uscire sconfitti nel referendum avrebbe significato perdita del potere, il fallimento di trame scrupolosamente costruite, l’addio a progetti nati da accordi internazionali, dopo battaglie cruente, episodi di corruzione, trame di servizi segreti, tradimenti.

Con l’avvicinarsi al gran finale del romanzo, le azioni narrate diventano sempre più incalzanti. Quando qualche ingranaggio sembra incepparsi, l’intuizione, l’astuzia o la mancanza di scrupoli nei rapporti politici e sociali riportano le vicende sul binario voluto. E quando le “buone maniere” non bastano, allora il ricorso a sequestri e ricatti toglie di mezzo ogni ostacolo con l’annientamento delle opposizioni.

Anche nel terzo appuntamento con Faggiano, nei “lunedì letterari” al Piaggi, sono state proposte tre letture, magistralmente interpretate dall’attore Giancarlo Previati (si sta facendo crescere la barba per esigenze di copione, in vista della partecipazione a una nuova fiction televisiva).

E’ nell’isola di Malta che si svolge la prima scena della parte conclusiva del romanzo. L’intrigo internazionale ampia i confini e tira in mezzo anche Cina e Corea del Nord. C’è da prendere il potere e non si può fallire.

Il colpo di stato viene organizzato nel dettaglio. Non ci sarà spargimento di sangue anche se colui che alla fine diverrà re di Malta, per far valere le proprie ragioni, si presenterà all’incontro decisivo armato di pistola e bombe a mano, accompagnato da due segretarie con le borsette a loro volta piene di ordigni.

Vincerà la forza unita all’astuzia.

Seconda scena, stavolta il teatro delle operazioni è la città di Sirte in Libia. Qui si svolge una conferenza finalizzata all’approvazione della nuova Costituzione. In caso di approvazione, si aprirebbero le porte dell’irrequieto Paese alla confederazione degli Stati del Mediterraneo.

I capi delle diverse etnie libiche chiedono tempo per una eventuale accettazione. Le perplessità emergono, l’opposizione al progetto cresce. Che fare? I rappresentanti delle tribù vengono rinchiusi in un grande edificio. Nessuno se ne andrà fino a quando la costituzione non sarà approvata.

Qualcuno non ci sta. Allora ci sono finte fucilazioni e ricatti. Alla fine arriverà il sì alla nuova costituzione e nascerà una Libia federata.

Terza e ultima lettura, come si è detto, sull’effettuazione del referendum a Malta. Vinceranno i sì con il 58 per cento e con una affluenza pari al 66 per cento.

Come finirà questo romanzo dove vero e quasi vero si confondono? Tutto è partito, come si ricorderà, da una telefonata notturna da Roma a Rovigo. Un giovane libico invocava l’aiuto di un caro amico che verrà strappato alla sonnolenta routine polesana .

Poi avvenimenti e colpi di scena si susseguiranno sulle tre direttrici Roma, Malta, Libia. Vincenzo Faggiano porterà sul palcoscenico del romanzo servizi segreti, mafia, massoneria, potenze straniere, sceicchi, corruttori e corrotti e farà “girare” una montagna di quattrini. Alla fine ogni pedina andrà al posto giusto.

Trionferà anche l’amore.

Per lo scrittore Vincenzo Faggiano e per l’attore Giancarlo Previati alla fine i calorosi applausi dell’attento uditorio della “Sala Rossa” del Pensionato Piaggi, unito al ringraziamento della direttrice Patrizia Arsìe.

“Per me – ha detto congedandosi Faggiano – è stata un’esperienza stimolante. Sono stato fra tanti amici. Mi sono sentito a casa.

Ritornerò per donare a ciascuno una copia del mio libro, appena le prime copie saranno sfornate dalla casa editrice”.