Dieta, attività fisica, sonno. Come stare in forma!

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Resilienza e vecchiaia - AltaVita IRA

Resilienza: sinonimo di vecchiaia ?!

Una delle parole chiave del mio più noto storico omologo Alvise Cornaro, curiosamente nato come me a Venezia e come me vissuto a Padova, è l’aggettivo “sobrio” che appare nel titolo del suo fortunato libello, dato che la sobrietà e la curiosità, associate alla componente genetica, costituiscono le impalcature della resilienza dell’anziano.

Resilienza, parola oggi abusata, tanto da sembrare un neologismo, ma mai così appropriata se associata alla vecchiaia della quale ne è quasi un sinonimo, dato che una comprende e coincide con l’altra.

E allora prendiamo in rassegna e sviluppiamo brevemente via via tutti i fattori che possono influenzare più o meno incisivamente la nostra resilienza, così, tra noi, senza un ordine prestabilito e in maniera concisa.

La dieta. Il cibo costituisce uno dei più appaganti e persistenti piaceri della vita, anche e soprattutto nelle persone sane “di una certa età” che, ahimè, coincide con la rinuncia ad altri piaceri; in modo particolare il cibo condiviso con i famigliari e con gli amici!

A prescindere dai regimi alimentari intesi come prescrizioni per specifiche patologie (diabete, obesità, gotta, insufficienza renale, eccetera) non esiste una dieta particolare o specifica per l’anziano che, se volete, ha tutti i problemi del mondo tranne, in genere, quelli gastro-digestivi.

Quindi, naturalmente evitando gli eccessi, ma soprattutto le carenze e i sistemi di cottura, il vecchio può e deve nutrirsi di tutto, magari seguendo la cosiddetta benemerita dieta mediterranea, badando solo a mantenere sufficientemente idonei gli strumenti indispensabili alla masticazione e annaffiando il tutto con acqua” a piacere”, dato che, come si sa, acqua e aria non ingrassano, tutt’al più gonfiano!

E allora, una volta per tutte, raccomandiamo di imporvi un generoso consumo di liquidi non gassati e zuccherati, ma gradevolmente freschi, specialmente nella lunga stagione estiva, per non alterare il delicato equilibrio idro-elettrolitico del nostro organismo.

Concludo che, trascurando il concetto di “peso forma”, assurdo se applicato all’anziano, Attività fisica. Non prendete troppo sul serio il medico che, talvolta sfiorando il ridicolo, impone all’ottantenne la “passeggiata quotidiana di una mezz’oretta a passo svelto”; questo il vostro geriatra non ve lo chiederà mai.

Al vecchio non piace camminare e finirà per concludere, come il compianto ortopedico professor Vigliani che “è più fatica che gusto!” e si impoltronirà … definitivamente.

È come se si volesse far marciare un fante con un paio di scarponi di due numeri al di sotto della sua misura! E dato che il movimento specialmente all’aperto, accompagnato ad una prudente e leggera ginnastica non possono mancare nel perseguire la propria salute sulla strada della longevità.

Sarà sufficiente che vi concediate una passeggiatina preferibilmente quotidiana, ma anche tri-settimanale, di una ventina di minuti, al passo che volete o che potete, da soli, con un bastone o con un accompagnatore, a seconda delle vostre condizioni; operazione quindi più modesta ma tuttavia che, per essere efficace, deve essere anche, questo sì, costante.

Il sonno. Il riposo notturno, ma non più di altri, è un vero problema per l’anziano, anche perché è spesso “vissuto” in modo sbagliato.

È evidente che ad una certa età, per una serie di motivi, non si può pretendere di avere un ritmo sonno-veglia ideale.

Non avendo l’ossessione delle conseguenze dell’insonnia sul rendimento del lavoro che ha l’adulto nella fase definita impropriamente, produttiva, l’attempato, (non ho più sinonimi!) rivolgendo la sua attenzione più alla qualità che alla quantità, può accontentarsi di dormire cinque-sei ore per notte evitando i suoi pur brevi assopimenti diurni in poltrona e i “ritiri” a tarda ora magari preceduti da un consolatorio caffè o, peggio, da una abbondante porzione di cioccolato fondente, che tanto ci piace.

Ovviamente l’ambiente dove si dorme deve essere fresco, ben ventilato, provvisto di luce notturna e comodo ai servizi (il vecchio, seppur indecente orinale, sarebbe, ancor oggi, più indicato. Scusate la franchezza).

Lascio a ciascuno di voi l’opportunità di decidere di dormire da soli o assieme al coniuge, specialmente se costui russa o, in qualche modo, disturba, o se anche voi potreste essere a vostra volta causa di disagio per il convivente!

Un consiglio veramente importante è quello di evitare assolutamente, se non su prescrizione medica, l’uso di ipnotici preferendo eventualmente i sedativi o ancor meglio le innocue tisane della nonna, data la concreta probabilità che tali farmaci possano produrre, collateralmente, transitori ma non meno pericolosi stati confusionali e/o cadute con conseguenze talvolta tragiche.

Concludo che, trascurando il concetto di “peso forma”, anche se applicato all’anziano, un po’ di “pancetta”, oltre ad essere consolatoria, non ha mai ucciso nessuno.

Chi si frattura è spesso perduto.

                                                              Giancarlo Benincà

                                                              Medico geriatra